Project Loon

 

Google si è rivelata sicuramente all’avanguardia con lo sviluppo e il lancio dei rivoluzionario Google Glass. Ma la sua voglia di innovare non pare essersi esaurita, ed è già pronto a salpare il progetto “Project Loon“.

Google ha da pochissimo svelato l’ultimo progetto a cui sta segretamente lavorando, nei laboratori del reparto Google X, da sempre addetto allo sviluppo delle più rivoluzionarie idee di Google.

Il nuovo progetto in corso di sviluppo si chiama “Project Loon“, e, come Google ha riferito il mese scorso, ha riguardato l’invio di un numero enorme di palloncini giganti in grado di portare l’accesso a internet nelle regioni più remote del mondo. Google dice che i palloncini sono perfetti per questo scopo, in quanto sono a buon mercato per la distribuzione e possono fornire copertura wireless in aree che altrimenti sarebbero difficili da servire a causa della posizione geografica.

Come le auto senza conducente di Google, Project Loon è molto più di un esperimento ai “primi giorni”. Google afferma infatti di aver già costruito il sistema e portato i palloncini ad un’altezza di 60.000 piedi, offrendo velocità di internet “simili alle reti 3G di oggi o più veloce.” Google dice inoltre che sta usando “algoritmi complessi e un sacco di potenza di calcolo” per garantire che i palloncini possano muoversi dove sono necessari utilizzando una combinazione di energia eolica e solare, potendo potenzialmente girare per il mondo intero ad altezze stratosferiche. Google dice che i palloncini comunicano con “antenne specializzate“, che funzionano solo con Project Loon. Sulla terra ferma invece i fornitori di Internet possono prendere il segnale e distribuirlo agli utenti nell’arco di un miglio.

Leggi anche:  Google Pixel 3 sarà presentato a sorpresa prima di quanto ci aspettiamo

A Wired, Steven Levy riferisce che il progetto è partito “un po’ meno di due anni fa.” C’è già un programma pilota in Nuova Zelanda con 50 tester e Google ha lanciato 30 palloncini proprio questa settimana. Google spera di creare ancora più esperimenti “nel corso del tempo”.

E ci speriamo anche noi!

[Via]