L’AGCOM si è pronunciata con fermezza contro il sovrapprezzo imposto da Vodafone. Era l’unica compagnia in Italia ad applicarlo ma non sarà più così.

E’ notizia di questi giorni il comunicato dell’AGCOM che lascia ben poco spazio all’interpretazione. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non è certamente un organo da prendere sotto gamba e Vodafone darà costretta a prestare ascolto a questo comunicato. Per quanto riguarda l’argomento di discussione è necessario prima di tutto fare chiarezza su cosa si intende per tethering. Con questo termine si indica la funzione di un dispositivo mobile di fare da hotspot, ovvero di condividere la rete con un altro dispositivo. Questa condivisione può avvenire con modalità cablata, ovvero un cavo USB, oppure tramite wireless, che sia Wi-Fi o Bluetooth.

Il tethering Vodafone

La compagnia telefonica Vodafone non permette che questa funzione venga sfruttata gratuitamente senza pagare. Rappresenta un caso unico e anomalo in Italia dove Tim, Tre e Wind non impongono nessun sovrapprezzo. Cosa ancora più strana negli altri stati europei in cui Vodafone è presente non si verifica nulla del genere. Per il sevizio di tethering Vodafone chiede di pagare ben 6 euro al giorno. L’unica alternativa è quella di pagare specifiche offerte per fare un esempio Vodafone Exclusive. Questa imponeva un costo più ridotto, ma comunque un costo, di 1,90 euro al mese, a meno che non si voglia scegliere un’altra tariffa, però ancora più costosa, chiamata Vodafone RED.

D’ora in poi non sarà più così e la compagnia telefonica sarà costretta ad adeguarsi. Infatti l’AGCOM ha stabilito che questo trattamento era in pieno conflitto sui dettami di regolamentazione europei. Con un comunicato uscito il 27/03/2018 ha detto che questo pagamento limitava una delle libertà dell’utente, le quali sono proprio ciò di cui si occupa l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Infatti all’utente veniva impedito di scegliere il dispositivo sul quale godere del sevizio internet.

Vodafone dovrà correre ai ripari e porre rimedio a questa anomalia, con comprensibile soddisfazione dei clienti. D’altronde presto sarebbe diventato un problema per la stessa compagnia telefonica in quanto molto clienti non gradivano questa imposizione. Dato che le altre compagnie non ponevano nessun costo sul tethering questo avrebbe allontanato utenti dalla compagnia telefonica in rosso.