Smartphone: come i suoi effetti annientano il vostro cervelloQuali sono gli effetti degli smartphone sul cervello? Data la diffusione dei dispositivi elettronici oggi, è una questione di interesse per gli operatori sanitari, i professionisti della salute mentale, gli educatori, i genitori e chiunque usi regolarmente uno smartphone.

Se ti venisse chiesto di passare un giorno senza il tuo smartphone, pensi di poterlo fare facilmente? I ricercatori che hanno chiesto ai partecipanti di uscire di casa senza i loro telefoni per diversi periodi di tempo hanno scoperto che spezzare l’abitudine alla tecnologia, anche per un intervallo relativamente breve, può essere estremamente difficile.

Fateci caso: siete sul treno, in un supermercato, in coda alla posta o in macchina. Probabilmente, in qualsiasi sede pubblica, troverai persone che usano i loro telefoni per una varietà di scopi, dal fare chiamate di lavoro al controllare la loro posta elettronica per aggiornare il proprio status Twitter o Facebook. I nostri telefoni sono diventati una parte inestricabile della nostra vita. Ma questa dipendenza da smartphone ha un impatto sul nostro cervello?

Effetti degli smartphone sul cervello

Ricerche recenti suggeriscono che l’uso degli smartphone abbia effettivamente un effetto sul cervello, anche se gli effetti a lungo termine rimangono da appurare. In uno studio presentato alla Radiological Society of North America, i ricercatori hanno scoperto che i giovani con una cosiddetta dipendenza a Internet e smartphone, in realtà, hanno dimostrato squilibri nella chimica del cervello rispetto a un gruppo di controllo.

Un altro studio apparso sul Journal of Association for Consumer Research ha rilevato che la capacità cognitiva è stata significativamente ridotta ogni volta che uno smartphone è a portata di mano, anche quando il telefono è spento.

Alcune recenti ricerche suggeriscono che gli esperti suggeriscono che tutto questo uso del telefono possa avere un impatto sullo sviluppo sociale ed emotivo dei bambini, che può compromettere i nostri schemi di sonno e che potrebbe persino trasformare alcune persone in “pensatori pigri”.