Stando a quanto dichiarato dal New York Times e altre fonti affidabili, tramite la società Cambridge Analytica, negli USA i voti sono stati truccati durante le elezioni che hanno visto vincitore Trump. In gioco 51 milioni di voti. Facebook “complice”.

Aleksandr Kogan ha un ruolo preciso nella vicenda. Le informazioni su tutti i votanti ingannati le ha raccolte proprio lui, tramite la piattaforma ”Thisisyourdigitallife”. Tali informazioni sono state acquisite da Cambridge Analytica, anche per il voto sulla Brexit, proprio tramite l’app incriminata, ‘thisisyourdigitallife’. Essa è stata presentata agli utenti Facebook come uno strumento che mira a svolgere ricerche psicologiche a fini accademici. Il download è stato effettuato da più di 270 mila persone. Tutti i dati raccolti con essa, incluse le pagine seguite, la propria posizione, i mi piace, e così via, hanno permesso di accedere ad un’esagerata quantità di informazioni di vario genere.

Voti elettorali truccati in America, e non solo. Facebook ha contribuito, ora dovrà pagarne le conseguenze

Facebook è più coinvolto nella faccenda di quanto possa sembrare. Infatti, pare che la compagnia fosse informata di tutto ciò già da qualche anno, per l’esattezza dal 2015. Nonostante la nota piattaforma abbia attivamente fatto il possibile per cancellare immediatamente il servizio di thisisyourdigitallife, il problema sussiste ugualmente poiché gli utenti non sono stati informati di tutti questi retroscena.

Le polemiche aumentano se si considera che politici noti britannici e americani hanno contestato. Tutti pretendono delle delucidazioni da Facebook, già a conoscenza di tutto. Si è anche richiesta la testimonianza del fondatore del social network, da includere nelle pratiche ufficiali. Questa situazione è più grave del previsto.

In merito a tutta la situazione è intervenuta anche Vera Jourova, ossia la  commissaria europea per la Giustizia, annunciando che non è questa l’Europa che vogliamo. Anche la Tutela dei consumatori e l’Uguaglianza di genere ha detto la sua, affermando quanto sia scabroso che tanti utenti di un social media siano stati tratti in inganno per raccogliere informazioni su ciascuno di loro e sfruttarle per influenzarli durante le votazioni. Il fatto in sé è già ripugnante, i vari sotterfugi alle spalle ancor di più.