truffe postepaySono innumerevoli ancora i casi di truffa per i clienti PostePay di Poste Italiane. Avete presente la carta prepagata di Poste Italiane che si può trovare sia in versione Mastercard (My PostePay) che in versione Visa o in versione virtuale (E-PostePay)? Ecco proprio lei è la vittima di molti malintenzionati.

Si tratta solitamente sempre delle stesse modalità:

  • di clonazione della carta,
  • ricariche PostePay effettuate con inganno (che possono arrivare anche a 1000€,
  • pagamenti online per acquisti mai arrivati al destinatario,
  • phishing (rubo di dati di accesso e codici tramite finte mail che Poste Italiane ribadisce che MAI invia mail dove richiede codici e dati a propri clienti): ricevendo mail dove viene scritto un link per riabilitare la propria carta PostePay, ma accedendo a quel link ed inserendo i propri dati…i truffatori hanno libero accesso a tutti quei dati ritenuti “dati sensibili” e quindi, lasciargli la possibilità di farsi prosciugare in un attimo un intero conto

Ultimamente c’è un’altra truffa bella e buona in giro sul web, questa volta tramite SMS, Whatsapp ed Email.

Ad esempio ad alcuni utenti è capitato di mettere in vendita, su dei siti di e-commerce online degli oggetti (indumenti, elementi tecnologici ecc.) e già dalle prime ore dalla pubblicazione dell’articolo si viene contattati via email da una persona che vuole acquistare l’oggetto perché “molto conveniente” che chiede il vostro numero di cellulare e da li, partono una serie di trattative via SMS.

Fin qui, tutto regolare potrebbe sembrare, se non che, dopo qualche primo scambio di SMS esce fuori che l’acquirente in questione vive in Costa d’Avorio, quindi non potendo concludere lo scambio personalmente, chiede una foto della carta di identità e dalla carta prepagata Poste Pay, apparentemente sembra davvero in buona fede, ma, in realtà, abbiamo consegnato, ingenuamente, ad un perfetto sconosciuto tutti i nostri dati personali. Però, affare fatto, si chiude l’inserzione con l’oggetto messo in vendita sul sito di e-commerce e si procede con le ultime mosse: pagamento e spedizione presso l’indirizzo inviatoci dall’acquirente (quasi sempre uno stato estero).

Oh, Finalmente venduto il fortuito oggetto ed incassato il ricavo?

E invece no! Ecco che cominciano ad arrivare delle email da parte della banca del famoso acquirente (NB. LE BANCHE NON INVIANO MAI MAIL A TERZI COSI COME POSTE ITALIANE)  dove viene specificato che, per qualche strana legge in vigore in costa d’Avorio, l’acquirente debba versare una somma X extra, spacciata come tassa a spese sia dell’acquirente che del compratore, senza il cui pagamento non può venire sbloccato il pagamento alla banca del venditore.

Ignorando veramente le leggi in vigore in paesi esteri, ingenuamente, si potrebbe pensare che la mail dica la verità, in realtà, se voi non mandate questo pagamento extra per sboccare il pagamento a vostro favore (che non arriverà mai purtroppo e purtroppo avete perso anche l’oggetto che avete spedito) continua ad insistere che la transizione debba essere conclusa al più presto altrimenti rinuncerebbe anche all’oggetto in questione.