Mediaworld è a rischio chiusura. In particolare, il 31 marzo 2018 chiuderanno tanti punti vendita, e vi saranno dunque licenziamenti in massa. La motivazione? Un bilancio consuntivo in perdita di 17 milioni di euro, a causa delle vendite insufficienti in molti negozi fisici.

Sindacati in rivolta, e trattative infinite con la società tedesca, hanno portato ad una alternativa: il trasferimento della forza lavoro in altri punti vendita che dovrebbero aprire al Nord Italia. A condizione che i lavoratori siano disposti a spostarsi, con conseguente disagio per le proprie famiglie.

Bilancio in rosso: le motivazioni

Un sistema marketing ormai vecchio e per nulla attraente, poichè gli store di vecchia concezione non attirano più la clientela; l’utente si orienta sempre più su canali online, dove si può acquistare in un click: la consegna, infatti, avviene in poche ore e soprattutto in maniera gratuita – vedi Amazon, una realtà che ormai ha monopolizzato il mercato.

Ma non solo: un tempo i dipendenti del colosso capivano subito le esigenze del cliente e non si limitavano a consigliare i soliti prodotti super noti. Ora la situazione è letteralmente cambiata, poichè gli addetti al reparto vendite sempre più spesso indicano al consumatore finale dove sono i vari dispositivi all’interno dello store. Ma d’altronde le vendite in punti fisici, nel solo 2017, sono calate del 3%.

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E sono gli stessi sindacati a contestare il sistema di store fisici in Italia, definito addirittura vetusto – basti pensare che in alcuni negozi non funziona correttamente neanche il Wi-Fi.