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Sony Computer Entertainment Europe ha annunciato finalmente che Detroit: Become Human ha una data di uscita ufficiale, ovvero il 25 maggio 2018: la data in cui l’ambizioso progetto futuristico di Quantic Dream vedrà finalmente la luce.

Era passato veramente troppo tempo dalla prima demo chiamata Kara del 2012, quando ricordo che tutti rimanemmo a bocca aperta per la bellezza di quelle immagini, e troppo ne è già passato dall’evento E3 2016, in cui è stato mostrato un trailer dove il sistema di scelta-conseguenza a finali multipli, visto già nelle opere precedenti Heavy Rain e Beyond: Two Souls, veniva ripreso in Detroit. Ma ora sembra giunto il momento.

Trama del gioco, scopi e significati narrativi

Ambientato in un prossimo futuro distopico, nella Detroit futuristica di Become Human si narra la storia di tre androidi, ovvero tre macchine progettate per obbedire, governate dalle tre leggi della robotica, che invece iniziano a provare emozioni, ad essere senzienti. Quando si trovano a riflettere a fronte della violenza quotidiana che permea la società in cui vivono, dovranno decidere chi vogliono essere.

Connor è un prototipo progettato per aiutare gli investigatori umani in casi che coinvolgono androidi; Kara, originalmente l’unica protagonista svelata, diventa una fuggiasca dopo aver stretto amicizia con una bambina e averne condiviso il sogno di libertà; Markus, infine, diventerà il leader di una rivoluzione di androidi. Il giocatore controllerà a turno tutti e tre i personaggi, diventando artefice dei loro destini e rivelando non solo le loro storie individuali, ma anche quelle delle persone e del mondo.

Come ammesso dallo stesso David Cage, fondatore di Quantic Dream, “Detroit: Become Human sarà di gran lunga il titolo più ambizioso creato dallo studio”. Il tappeto narrativo nei loro giochi è sempre stato un marchio di fabbrica, il carattere distintivo che da subito divise i gamer in opposte fazioni sin dal lancio di Omicron: The Nomad Soul del 1999.

 

Markus_Detroit

Ogni storia che si racconta in Detroit è unica come il DNA di ognuno di noi. Lo svolgersi della quale sarà il risultato delle scelte che il gamer compie, anche di quelle meno importanti, perché in Become Human ogni decisione conta. Si dovrà osservare, pensare, decidere, sentire, seguire l’intuito o il cuore, rivelare le storie uniche di ciascun personaggio, che poi diventeranno la tua storia personale. Investigare, correre e combattere; vivere e morire, perché le nostre scelte comportano la morte vera del nostro personaggio senza tornare indietro.

In questo gioco si esplorano numerosi temi complessi che toccano il mondo reale odierno e futuro. Naturalmente intelligenza artificiale e tecnologia sono i temi più evidenti, ma il sostrato narrativo affonda le radici nelle profondità recondite della nostra società, nei nostri sogni, nella nostra cultura imperfetta, nei nostri errori, nelle nostre speranze.

Cosa vuol dire essere umani? Bisogna  essere fatti di carne e ossa oppure c’è dell’altro? Come potete capire, Detroit: Become Human non parla alla pancia dei gamer, non cerca spettacolarizzazioni o effetti speciali facili facili che vendono milioni di copie fisiche o digitali come i vari Halo, Call of Duty e Red Dead Redemption 2. Il gioco è controverso, in quanto esplora tematiche delicate non proprio adatte ai bambini, ma è proprio questa l’aspetto più affascinante di Detroit, questa è la forza narrativa da sempre evocata nei lavori di Quantic Dream.

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