Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, vuole che i governi delle potenze mondiali aderiscano a quella che sarebbe essenzialmente una convenzione di Ginevra per scongiurare una guerra informatica, regolando ciò che è e non è consentito nell’ambito della cyberspazio.

Tale accordo mira a proteggere i civili, proprio come il trattato del 1949 ha lo scopo di regolare le guerre armate convenzionali. In un discorso tenutosi ieri all’Università di Lisbona, Guterres ha affermato che la guerra informatica è già in atto tra vari paesi, e non è soggetta a nessun tipo di regolamentazione: indi per cui può avere effetti potenzialmente catastrofici. Né la Convenzione di Ginevra né i Trattati Internazionale possono essere direttamente applicati a questo nuovo tipo di conflitto.

“La prossima guerra” non inizierà con un bombardamento ma con un attacco informatico su larga scala volto a paralizzare le infrastruttura militari, ed avrà conseguenze disastrose per la popolazione nel suo complesso; le principali potenze mondiali dovrebbero collaborare congiuntamente per garantire che Internet continui ad essere utilizzato come tecnologia “al servizio del bene”.

Il fatto che i cyber conflitti non causino direttamente spargimenti di sangue non rende le loro – potenziali – implicazioni meno preoccupanti, e regolamentare tali attività utilizzando metodi tradizionali come i trattati internazionali potrebbe non essere una possibilità realistica a causa della natura dell’industria tecnologica, costantemente in rapida evoluzione.

La proposta del capo dell’ONU arriva poco dopo le preoccupazioni espresse da ex leader dell’UE e dalla NATO relative ad un possibile attacco informatico proveniente da parte di hacker russi.

Con l’avvento dell’apprendimento automatico e delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, la situazione non può che peggiorare. Guterres ha affermato che le Nazioni Unite possono rappresentare un punto di incontro e dialogo tra i vari governi ed esperti, per incontrarsi e discutere un trattato simile alla Convenzione di Ginevra che regoli la guerra informatica internazionale e le varie sfaccettature del cyberspazio; purtroppo, al momento, non è chiaro quanti e quali leader mondiali abbiano preso in considerazione l’idea di aderire alla proposta.