Secondo un rapporto della società di ricerche di mercato Counterpoint, la tecnologia di riconoscimento facciale di Apple e Samsung inviterà altri produttori ad includere la funzionalità nei loro dispositivi.

Aggiunge, inoltre, che più di un miliardo di smartphone verranno spediti con la funzione di riconoscimento facciale nel 2020. Il rapporto afferma che i rivali di Apple adotteranno tecnologie simili durante il 2018, il che potrebbe rendere il riconoscimento facciale lo standard di fatto per lo sblocco dei telefoni.

Ciò significherebbe la graduale eliminazione dei sensori di impronte digitali negli smartphone. Il Face ID di Apple genera una mappa di profondità 3D del volto dell’utente ottenuta dai sensori multipli implementati nell’iPhone X. Al contrario, altri produttori come Samsung si affidano al riconoscimento facciale 2D abbinato ad uno scanner dell’iride. D’altra parte, OnePlus si basa solo sul riconoscimento facciale 2D. In futuro, crediamo che più aziende opteranno per il riconoscimento facciale scegliendo tra la tecnologia di riconoscimento facciale 2D e 3D basata sul posizionamento dei prezzi del loro prodotto. Il riconoscimento facciale diventerà la tecnologia di sblocco più utilizzata.

Il riconoscimento facciale diventerà la tecnologia di sblocco più utilizzata

“La diffusione della tecnologia di riconoscimento facciale anche sulla fascia media e bassa sarà più veloce di qualsiasi altra caratteristica. Questo poiché il riconoscimento facciale 2D è nativo sulla piattaforma Android”, ha affermato Pavel Naiya, Senior Analyst di Counterpoint Research.

“Tuttavia, secondo le nostre stime, quasi il 60% di tutti gli smartphone con riconoscimento facciale utilizzerà la tecnologia 3D nel 2020. I dati raccolti da più sensori 3D aiuteranno le tecnologie emergenti. Per esempio, la Realtà Aumentata, la Realtà Virtuale e l’Intelligenza Artificiale ad ampliare i loro casi d’utilizzo”, ha aggiunto.

Quando si parla di dati biometrici in termini di sicurezza, l’azienda ha riscontrato che la convenienza è generalmente più importante della sicurezza per la maggior parte dei consumatori. “Ci sono certamente situazioni in cui guardare direttamente uno smartphone può essere scomodo. Principalmente ci riferiamo a quando si cammina velocemente lungo una strada affollata”, ha commentato Peter Richardson, Research Director di Counterpoint Research.

“In questi casi, un sensore di impronte digitali potrebbe essere più comodo e veloce in quanto non richiede all’utente di guardare direttamente il dispositivo. Potrebbe persino essere sbloccato mentre viene rimosso dalla tasca o dalla borsa dell’utente. Sarà dunque il modo più conveniente per sbloccare un telefono in tutte le situazioni.

E’ adatto infatti, per le applicazioni che richiedono maggiore sicurezza, come i pagamenti mobili e dove la velocità non è necessariamente essenziale. In questi casi, i consumatori potrebbero essere felici di attendere più a lungo, parliamo di 2-3 secondi, in cambio di un livello di sicurezza molto più alto, ad esempio quando acquisti un oggetto costoso usando lo smartphone”, ha affermato Richardson.