Samsung ha accettato una partnership con la Cina per investire nell’Intelligenza Artificiale. Si prevede che l’azienda e la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma della Cina (NDRC) stiano programmando di alleviare le tensioni tra loro. Tali tensioni sono dovute all’attuale situazione geopolitica in Estremo Oriente.

Secondo quanto riferito, Samsung ha optato per tale mossa per cercare di stabilizzare le sue relazioni con Pechino e invertire le sue fortune nel paese. Quest’ultimo è uno dei più grandi mercati di smartphone del pianeta. Le recenti tensioni tra Seoul e Pechino sono in gran parte legate al sistema di difesa del terminal che gli Stati Uniti hanno installato vicino al confine con la Corea del Nord. La Cina sostiene che tale soluzione sia una minaccia per il proprio paese, quindi ha espresso il suo dissenso all’azienda.

Samsung ha dunque deciso di provare a collaborare con la Cina stavolta, promuovendo innanzitutto l’intelligenza artificiale.

Samsung ha dovuto affrontare una dura opposizione in Cina. In seguito al dispiegamento del THAAD, l’azienda è stata sottoposta a ulteriori pressioni a causa dei crescenti prezzi dei chip di memoria che hanno ridotto i profitti dei produttori dei telefoni cinesi. Il nuovo memorandum d’intesa che Samsung ha intenzione di firmare con il Consiglio NDRC sarebbe un follow-up del precedente, che è scaduto senza essere rinnovato a causa delle pressioni politiche.

Mentre Samsung è sempre stata interessata a continuare la sua collaborazione con la Cina, l’accordo che i due sono ora pronti a firmare potrebbe non essere favorevole come il precedente. In particolar modo, si sta indagando molto sulle accuse di fissazione dei prezzi dei semiconduttori Samsung e si esaminerà specificamente il juggernaut tecnologico coreano. Dunque la società è un po sotto torchio. L’eventuale accordo tra le due parti dovrebbe porre fine a queste differenze. L’azienda coreana ha già effettuato alcuni investimenti nell’I.A. in Cina, ma è probabile che aumenterà i suoi sforzi per stipulare un accordo formale.