Android P

Android P sarà mostrato per la prima volta a maggio, al Google I/O 2018 dove i numeri uno dell’azienda di Mountain View parleranno con gli sviluppatori delle novità di Android e dei servizi ad esso collegati. Tuttavia, come da tradizione la prima versione beta in assoluto potrebbe essere rilasciata qualche giorno prima del grande evento.

LEGGI ANCHE: Galaxy S8 quasi regalato con Wind: come averlo al prezzo più basso

A confermare questa ipotesi ci pensa Mishaal Rahman di XDA che in un messaggio pubblicato su Twitter, annuncia l’arrivo della prima Developer Preview di Android P. C’è anche un link che riporta al sito Android Open Source Project dove i più esperti potranno leggere che sono già state definite le nuove API di livello 28.

Se nel codice non c’è alcun riferimento alla data del possibile rilascio di Android P Developer Preview 1, a dare qualche suggerimento ci pensa proprio Mishaal Rahman. Nel suo tweet scrive: 3/14, ovvero il 14 marzo 2018. Una data come le altre se non fosse scritta nel formato utilizzato negli USA e che in matematica si traduce come Pi greco.

Conoscendo Google, è probabile che il giorno scelto per la prima beta sia proprio quello. La potranno installare, almeno inizialmente, solo i possessori dei Pixel, di prima e seconda generazione. Successivamente il download sarà aperto anche ad alcuni Nexus mentre solo alla fine dell’anno e all’inizio del 2019 potranno riceverla in versione ufficiale tutti gli altri.

Android P, come potrebbe chiamarsi questa nuova versione?

È troppo presto per scoprirlo tanto che non ci sono particolari suggerimenti e indiscrezioni in rete. Tuttavia, il nome completo di Android 9.0 P potrebbe essere “Peppermint”, che in italiano vuol dire Menta piperita, un dolcetto che amano molto negli Stati Uniti e che presenta proprio l’aroma della menta piperita.

In realtà ci sono molti altri possibili nomi come Android 9.0 Petit Four, Pound Cake, Pastille, Popsicle, Pancake, Profiterole, Puff Pastry e Pecan Pie. Tutti suonano bene per cui non ci resta che aspettare che Google e i suoi dirigenti ne svelino il nome completo.