Google ha annunciato Bulletin, il suo ultimo servizio online destinato a divulgare le notizie locali sotto forma di un’app Android. Il colosso tecnologico di Mountain View ha dichiarato che Bulletin pone grande attenzione alle notizie “iperlocali” della comunità, per diffondere storie che gli utenti ritengono sottostimate.

Google ha affermato che tutto ciò di cui hai bisogno per creare una storia per Bulletin è uno smartphone. Utilizzerai quest’ultimo per fotografare e scrivere una breve descrizione degli eventi che si sono verificati nella tua zona. Sarai dunque, informato e fonte di informazioni allo stesso tempo. Ed è proprio questo il meccanismo alla base dell’app.

L’applicazione è completamente gratuita e la sua versione sperimentale non include pubblicità o altri meccanismi di monetizzazione. Google sta attualmente offrendo il servizio come parte di un test pilota che si svolge a Oakland, in California, e a Nashville, nel Tennessee. Le persone situate al di fuori delle due città non dovrebbero aspettarsi che l’app sia disponibile prima della primavera.

Bulletin è l’app Android che informa in tempo reale su qualsiasi cosa

Il servizio sembra essere progettato con un forte focus negli Stati Uniti e non è al momento chiaro se Google intenda eventualmente ottimizzarlo per un pubblico internazionale. Mentre l’azienda deve ancora fornire molti dettagli sull’app, sembra che Bulletin sia in qualche modo reminiscente della piattaforma di Beme. La CNN ha deciso di chiudere questa settimana mentre tenta anche di promuovere il giornalismo locale.

I contenuti video sono pienamente supportati con quest’applicazione. L’intero pacchetto è essenzialmente costituito da una piattaforma di blogging, ma supportato da uno dei maggiori distributori di contenuti sul pianeta, Google appunto. La sussidiaria di Alphabet afferma che le famose storie di Bulletin saranno presenti in primo piano su Google Search, oltre ad essere idonee per la condivisione tramite altri mezzi come e-mail, app di messaggistica e social media. È probabile che la società stia curando tutti i contenuti creati e condivisi, visti i suoi recenti problemi nel combattere la diffusione delle cosiddette “notizie false”.