Il governo della Corea del Sud potrebbe vietare gli scambi commerciali delle criptovalute. È bastata questa notizia,o meglio, questa affermazione, per mandare in isteria il mercato, soprattutto quello dei Bitcoin, i quali hanno raggiunto il valore più basso dal 30 dicembre 2017. Per questa moneta e per le sue fluttuazioni 12 giorni sono tanti e l’ultima volta per tirarsi su dal tonfo che aveva fatto ci aveva messo più del previsto.

Difficilmente questo avverrà, per lo meno in tempi brevi

In realtà quello del governo era solo un commento su un eventuale proposta di legge che ha lo scopo di vietare il commercio di criptovalute attraverso gli scambi. Questo è avvenuto dopo una serie di discussioni tra agenzie governative. L’improbabilità che questo succeda nel giro di pochi mesi è praticamente nullo.

Qualsiasi progetto di legge richiede l’approvazione del parlamento e solo questo potrebbe richiedere mesi, se non anni, ma non è tutto. Di mezzo si trovano le elezioni e le dinamiche della politica sono uguali praticamente dappertutto. Le criptovalute sono molto popolari tra i giovani Sud Coreani, e in generale la Corea è il paese che registra la maggior parte degli scambi. Nessun politico sceglierebbe volontariamente di tagliarsi via il voto di chi queste monete le “usa” tutti i giorni.

Leggi anche:  Telegram pronta a lanciare la sua criptovaluta?

Ma come già detto è bastato questo per rendere nervosi i mercati. In dollari il prezzo è sceso a 13.126 dollari. Considerando che in molti hanno investito quando il valore stava sopra i 15.000, se non 16.000, allora c’è gente la fuori che sta perdendo soldi.

È bastato un commento da parte di altri membri del governo per ristabilire l’ordine e calmare l’agitazione. Si è chiarito meglio il contesto e anche che non tutti quelli che fanno parte del governo Sud Coreano vogliono evitare tali scambi. È un libero mercato, e non hanno intenzione di limitarlo anche se da adesso tutti guarderanno con un po’ più d’attenzione a quello che succederà da quelle parti del mondo.