Il capo esecutivo delle vendite Huawei, Teng Hongfei, è stato arrestato dalle autorità per corruzione nel paese di origine, la Cina, terzo più grande produttore di smartphone al mondo.

Il signor Teng è stato accusato di aver ricevuto tangenti, ma nessuna prova concreta è stata fornita dall’azienda. Lo sviluppo delle indagini sicuramente porterà alle sue dimissioni. Probabilmente ci sarà una sostituzione con il colosso tecnologico di Shenzhen nei prossimi mesi.

Un rappresentante della società ha detto che la dubbiosità sulla faccenda rispecchia l’andamento delle indagini che ha portato alla detenzione di Mr. Teng. Al momento non è chiaro per quanto tempo dovrà rimanerci, sebbene il dirigente di Huawei sia considerato ormai vicino ad accuse ufficiali.

Huawei ha dichiarato di avere una politica di “tolleranza zero” in materia di corruzione.

L’azienda sta collaborando pienamente con le autorità statali per smascherare Teng. In qualità di vicepresidente esecutivo del gruppo consumer di Huawei per la Cina, il detenuto ha supervisionato la fase di crescita più forte nella storia dell’azienda e si è occupato delle vendite di dispositivi quando essa era ormai il più grande produttore di smartphone al mondo. Il settore dell’elettronica di consumo è di gran lunga la divisione in più rapida espansione della società, in parte proprio grazie alla leadership di Teng.

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Huawei deve lottare con la corruzione nei suoi ranghi già da svariati anni. Ad esempio, nel 2014 sono stati accusati più di un centinaio di dipendenti. Sono anche state recuperate con successo parti del denaro che si credeva fossero ormai perdute a causa di queste attività illecite. Mentre la dipartita di Mr. Teng potrebbe essere una vittoria a breve termine per l’azienda, Huawei potrebbe sopravvivere all’accaduto molto più di quanto ad esempio stia facendo Samsung in seguito all’imprigionamento del suo leader, Jay Y. Lee.