whatsappGli studiosi concordano sul fatto che il sonno è una cosa basilare nella vita di ogni ragazzo, si stima che ognuno abbia bisogno almeno di 9 ore a notte, per poter sfruttare al massimo le proprie potenzialità ed ottenere una ricarica al 100% delle proprie energie. Una ricerca delle università di San Diego e di Ames, dell’Iowa, ha però sottolineato come addirittura il 40% dei giovani oggi non dorma meno di 7 ore a notte, parliamo di un aumento del 17% rispetto a 8 anni fa e del 58% rispetto a 26 anni fa.

Gli altri dati affermano invece che il 10% dorme al di sotto delle 6 ore per notte, il 75% dorme meno di 8 ore per notte e il 3% dorme più di 9 ore. In particolare è importante la coincidenza che si è notata fra i giovani che passavano più di 5 ore su Internet e quelli che non dormivano abbastanza durante la notte. Jean Twenge, docente all’Università di San Diego che ha partecipato alla ricerca ha affermato che: “«Gli adolescenti hanno cominciato a dormine sempre meno proprio mentre la maggioranza di loro ha iniziato a utilizzare gli smartphone».

Andando più nel particolare lo studio si è anche spinto fino ad ipotizzare una possibile interferenza fra la particolare luce emessa dagli schermi di questi dispositivi e il ciclo circadiano di ognuno di noi. «È importante non utilizzare questi dispositivi prima di andare al letto, in quanto potrebbero interferire con il prender sonno» ha inoltre affermato il docente della Università di San Diego, sottolineando come l’ideale sarebbe non utilizzare tali dispositivi oltre 2 ore al giorno.

Altre ricerche hanno inoltre evidenziato come il 90% dei giovani non rinunci al cellulare nemmeno quando va a dormire e sopratutto a Whatsapp. Il punto è che la luce blu emessa da questi dispositivi che va dritta nei nostri occhi, impedisce la formazione della melatonina, la sostanza emessa dalla ghiandola pineale, che però si forma solo quando non vi è luce, la quale avrebbe il compito di regolarizzare l’intero ritmo circadiano e quindi il ciclo sonno-veglia.

Whatsapp ci fa dormire sempre meno

Può essere sicuramente utile nel caso si riscontrino disturbi del sonno assumere degli integratori di melatonina che rilasciando immediatamente nel sangue questa importante sostanza, possono aiutare il nostro corpo a capire quando è davvero arrivata l’ora di riposarsi, potremmo quindi cadere nel sonno più facilmente e in modo più completo. Occorre sicuramente un ripensamento nel nostro rapporto con gli smartphone, in quanto sappiamo bene quanto possono essere svariati gli effetti negativi del non riuscire ad avere un sonno di qualità ogni notte, è innegabile come il sonno possa pregiudicare la stessa qualità delle nostre vite. “L’insonnia agisce da detonatore ampliando la vulnerabilità individuale a differenti patologie psichiche, tra cui patologie depressive, alterazioni dell’impulsività, utilizzo di sostanze” ha affermato Claudio Mencacci, direttore del dipartimento Neuroscienze e Salute mentale Fatebenefratelli di Milano e ha inoltre aggiunto che: “Studi che hanno coinvolto oltre 100.000 ragazzi hanno trovato una forte correlazione tra disturbi del sonno e utilizzo di smartphone e social network soprattutto nelle ore serali”.

Il direttore ha concluso poi dicendo che “I genitori sono molto preoccupati dalla possibilità che i ragazzi usino sostanze che danno dipendenza, ma le dipendenze sono anche comportamentali” ha continuato lo psichiatra. “Anzi, sono queste quelle più pericolose perché sottostimate dagli adulti: il gioco d’azzardo, la pornografia, i social network possono dare dipendenza, peraltro agendo sugli stessi circuiti neuronali su cui agiscono le dipendenze da sostanze”.