La più famosa delle criptovalute, il Bitcoin, in questi giorni sembrerebbe essere molto agitata. Neanche una settimana fa aveva raggiunto il suo picco più alto, quasi 20.000 dollari a moneta. Ieri invece aveva raggiunto il suo minimo da inizio dicembre perdendo più di un terzo del suo valore arrivando a toccare quasi i 10.000 dollari.

Anche se si tratta di investimento rischioso, ma apparentemente molto redditizio al momento, in molti si sono approcciati a questo tipo di mercato, anche governi. Tra questi troviamo quello della Nord Corea.

Gli attacchi hacker

Nonostante sia una nazione praticamente fuori dal mondo a causa delle sanzioni imposte dagli altri paesi, la sua presenza di sente, e non sto parlando dei continui test missilistici, per lo meno non direttamente.

Si tratta di un paese in bancarotta eppure riesce a fare decine e decine di test del genere. Gli aiuti dei pochi paesi alleati che ha non bastano per spiegarli, anche perché anche quest’ultimi stanno sempre prendendo più le distanze. Quindi come fa? Con attacchi hacker.

Di cyber attacchi partiti dal Nord Corea verso istituti finanziari, soprattutto di quella ragione, già si sapeva. Attacchi frequenti che hanno fatto in modo di portare nelle tasche del paese milioni di dollari. Ma adesso, visto l’incredibile valore della moneta, i gruppi di hacker legati al governo si sono messi ad hacker con lo scopo di rubare le preziose criptovalute. Si parla di innumerevoli attacchi da inizio per il valore di milioni e milioni di dollari in Bitcoin rubati, ma c’è di più.

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L’economia di quella regione è fortemente influenzata da quello che fa il Nord Corea. Ogni volta che c’è un test missilistico i mercati si spaventano quindi chi desidera investire cerca vie alternative e tra queste ci sono le criptovalute, non a caso la maggior parte degli scambi di queste monete avviene proprio li.

In sostanza il Nord Corea destabilizza il mercato, spinge ad investire in criptovalute facendone lievitare il valore, ne ruba più che può e poi le rivende.