Google di recente ha ribadito spesso alle aziende di adottare l’amministrazione dell’API (Application Programming Interface) per dispositivi Android. È stato anche stilato un elenco esaustivo delle ragioni per farlo. Il supporto al nuovo sistema sarà completamente interrotto su Android R la cui uscita è prevista per il 2019.

Con Android P in arrivo nel 2018 avverrà la stessa cosa. Android 8.0 Oreo supporta ancora l’Admin dell’API per i differenti dispositivi. Il cambiamento non accadrà solo per le componenti delle password del vecchio framework. Così ha rivelato Google, sollecitando le aziende ad effettuare il passaggio il più presto possibile.

La gestione dell’amministrazione dell’API sarà interrotta entro due anni, per fornire agli utenti aziendali il tempo necessario per adeguarsi.

Il gigante tecnologico di Mountain View sta già pubblicizzando la sua nuova soluzione, oltre a fornire ai clienti aziendali flessibilità e scalabilità adatte a tutti i tipi di industrie e ambienti, garantendo sicurezza ed efficienza. Nessuna finestra di disponibilità specifica è stata ancora associata a Android R.

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La vecchia API Device Administration accompagnava Android 2.2 Froyo a metà 2010 e Google iniziò a incoraggiare gli utenti a fare lo switch dopo il rilascio di Android 5.0 Lollipop alla fine del 2014. L’azienda Internet di proprietà di Alphabet suggerisce che mentre la vecchia API è stata opportunamente progettata per quei tempi, le circostanze che circondano gli ambienti aziendali sono cambiate. Ora serve una soluzione più versatile e sicura realizzata per un numero significativamente più ampio di utilizzi.

Se Google si attiene alla roadmap del software mobile esistente, Android 10.0 o comunque l’iterazione 2019 del suo sistema operativo dovrebbe arrivare in tempi brevi. Passare a profili di lavoro e API dovrebbe facilitare il processo di gestione.

Gli usi non aziendali dell’API Device Administration come il servizio Trova il mio dispositivo non saranno influenzati dall’interruzione del supporto aziendale, ha affermato Google, confermando che tali soluzioni continueranno a funzionare oltre il 2019.