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Bitcoin debutta ufficialmente nei negozi fisici. Con disponibilità immediata, la cripto-valuta esce dal mondo di internet e inizia la sua espansione nella vita quotidiana degli italiani. L’innovazione è possibile grazie alla realizzazione di dispositivi POS di ultima generazione, con prestazioni tecniche sufficientemente elevate per interagire con lo smartphone dei clienti. A lanciarlo sono due start-up: Argentea e InBitcoin, entrambe accreditate e controllate dal consorzio PagoBancomat.

Il sistema è stato ideato, progettato e messo a punto in soli due anni, con la forte collaborazione tra i giovani imprenditori di Argentea, InBitcoin, il Consorzio PagoBancomat e la facoltà di matematica dell’università degli Studi di Trento. L’obiettivo è fornire uno strumento di pagamento semplice, affidabile e conveniente, dal quale sia esercenti che cittadini possano trarre beneficio. Il funzionamento è semplice: previa richiesta, piccoli e grandi esercenti saranno dotati di un ricevitore POS di ultima generazione, configurato ad hoc dai tecnici specializzato.

I clienti, invece, non dovranno fare altro che installare sul proprio smartphone l’apposita applicazione “wallet” dalla quale accederanno direttamente ai loro risparmi. Una volta scelto il bene o il servizio ricercato, il cliente completa la transazione attraverso il display dello smartphone, che comunicherà direttamente con il POS.

I vantaggi legati a questo progetto sono molteplici, come dichiarato dal co-fondatore di Argentea, Luca Sannino: “L’azzeramento o quasi delle commissioni di incazzo, la sicurezza assoluta per i mechant, che il pagamento vada a buon fine senza che vi sia il rischio di clonazioni di carte o l’uso di contanti falsi, i costi minori per il consumatore, rispetto a quelli del sistema bancario tradizionale e, in ultimo, la visibilità legata all’utilizzo della nuova tecnologia”.

Il nuovo sistema di pagamento, sia aggiunge alla lunga lista di innovazioni approdate negli in Trentino, regione pioniera in Italia sul fronte dei Bitcoin. Da tempo, infatti, giovani imprenditori e istituzioni collaborano per fornire ai cittadini servizi sempre più evoluti su tutto il territorio, tanto che la provincia di Trento ha meritato l’appellativo di “Bitcoin Valley”. Ad ora, la provincia di Trento è infatti la prima ad aver introdotto i Bitcoin come forma di pagamento presso la pubblica amministrazione, in particolare come per saldare il conto della mensa nelle scuole comunali.

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Il sistema è ancora in fase sperimentale: la speranza è che gli italiani prendano fiducia nei Bitcoin e che l’accettazione dei pagamenti si diffonda in un numero sempre maggiore di negozi. Bitcoin potrebbe essere un grande passo avanti nel campo dei pagamenti elettronici nel nostro Paese, che rimane ancora troppo affezionato al contante, se pensiamo che in paesi del Nord Europa come la Svezia, solo il 2% dei pagamenti avviene ancora in contati. Va detto che il fatto è più legato a una questione di mentalità: ancora molti italiani, soprattutto le persone anziane, fanno fatica a prendere confidenza anche solo con le carte di pagamento, e anche quando le si hanno a disposizione, le si estraggono dal portafogli solo per cifre significative. Dal lato esercenti, poi, pochi commercianti, fatta eccezione per la grande distribuzione, accettano micro-pagamenti elettronici a causa delle elevate commissioni bancarie per i POS tradizionali.