Già a maggio di quest’anno Google ci aveva promesso un versione di Android che girasse anche sui dispositivi meno potenti. Ora, a dicembre, Android Oreo (Go Edition) è stata resa disponibile ai produttori e agli sviluppatori di dispositivi.

Le premesse

Questa particolare versione del sistema operativo è stata progettata per un funzionamento corretto e ottimale anche sui dispositivi con una RAM di appena 512 MB o 1 GB. Giusto per contestualizzare i numeri: il Pixel 2, insieme a molti top di gamma, ha 4 GB, il Galaxy Note 8 ne ha 6 GB e il OnePlus 5T ha ben 8 GB.

Go edition è inteso come una variante del sistema operativo originario. La sua attivazione da parte di un produttore avviene con facile flag al momento della configurazione.

L’effetto principale di questa scelta sarà quello di trasformare alcune delle normali applicazioni di Google in versioni “Go“, quindi si parla di app come YouTube, Gmail, Google Maps e altre ancora. Anche Google Play store sarà modificato in modo tale da consentire il download di qualsiasi applicazione, ma evidenziando quelle progettate meglio per il dispositivo in uso. Infine miglioramenti si vedranno anche sul lato delle prestazioni grazie al nuovo efficiente sistema di storage.

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È stata apportata una miglioria anche a Chrome il quale verrà gestito tramite un server di Google. Questo farà in modo di ridurre le dimensioni dei file in entrata sul dispositivo.

Secondo i dati di Google le applicazioni in media girano con una velocità del 15% superiore con questo sistema operativo. Inoltre per lasciare più spazio di archiviazione  le applicazione native di Google saranno tutte più leggere del 50%.

A livello di sicurezza è invece stato assicurato che non ci sono cambiamenti. Quando si acquista un dispositivo con questo sistema operativo installato si hanno tutte le sicurezze di quello principale, così come le funzionalità. Sarà presente anche Google Play Protect che eseguirà continue scansioni ai dati e alle applicazioni.

Secondo Google presto i propri partner saranno in grado di immettere sul mercato i nuovi dispositivi di fascia bassa con questa versione del sistema operativo. Anche se è una mossa pensata più per i mercati dei paesi emergenti, non è detto che non li vedremo anche noi.