NeuralinkIl protagonista è l’imprenditore Elon Musk, 46 anni, sudafricano, presidente e creatore di numerose compagnie. Una di queste si chiama Neuralink, è stata fondata nel 2016 e si occupa di neurotecnologie, cioè di tecnologie che si occupano di collegare i cervelli degli esseri umani con i computer.

L’obiettivo principale dell’azienda dovrebbe essere quello di scoprire se è possibile inserire un chip all’interno del cranio umano e nei computer, chip che saranno in comunicazione tra di loro e che, di conseguenza, permetteranno la comunicazione tra l’uomo e la macchina.

Esistono già, per fortuna, dei chip che permettono ad alcuni malati o invalidi con particolari deficit di movimenti di pensare ad un’azione e vederla compiersi da arti tecnologici. Questi chip si occupano solo di particolari aree del cervello (ad esempio quelle deputate al movimento), ma lo scopo è ampliarli a tutto il cervello con le sue varie aree. Un problema rilevato con i chip è la formazione di cicatrici che, col tempo, ne diminuiscono il funzionamento. Pare che gli scienziati abbiano finalmente risolto questo problema, e quindi si possa cominciare finalmente a pensare più in larga scala.

Neuralink: uomo e macchina connessi con il pensiero

Colui che ha scelto di fare suo questo progetto è Elon Musk, che ha addirittura dato un termine di quattro anni al progetto seguito dalla sua società. Musk si lamenta della lentezza insita nel rapporto tra l’uomo e la macchina, un rapporto mediato da oggetti fisici quali tastiere, mouse e sistemi touch.Secondo lui questa lentezza deve essere eliminata, così da favorire determinate azioni in un tempo prossimo agli zero secondi e velocizzare il passaggio di informazioni. In questo momento stanno lavorando presso Neuralink esperti di elettrodi flessibili, di controllo del movimento, di informatica e cibernetica.

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Sarà comunque una realizzazione difficile, data la delicatezza di un organo come il cervello umano. In molti si stanno interrogando su questa difficoltà, mentre altri si domandano se tutto questo sia etico. L’avanzamento della tecnologia (tema affrontato anche da Dan Brown nel suo ultimo romanzo “Origin”) sta predisponendo un’evoluzione dell’essere umano verso l’uomo – macchina, e non abbiamo ancora certamente chiari gli esiti di questa unione. E’ vero che sarà sicuramente più proficuo controllare un dispositivo solo con il pensiero ma non sarà forse anche possibile la creazione di una nuova entità che fonda essere umano e macchine? E’ questo che vogliamo? Se poi si pensa, nella fattispecie, alla creazione di collegamenti cibernetici non solo tra uomo e macchina ma anche tra uomo e uomo le implicazioni aumentano. Il fatto che tutti possano leggere i nostri pensieri più profondi non è certo desiderabile da nessuno, e le connessioni potrebbero anche arrivare a creare un cervello collettivo e una coscienza unificata.

Musk si sta avvicinando alla risposta di questi interrogativi, e aspettiamo fiduciosi un ulteriore annuncio.