AGCOM Vodafone, Wind, TIM e TRE

In questi giorni è stato ufficializzato il ritorno alla fatturazione mensile, le aziende, con l’inserimento dell’emendamento nel nuovo Decreto Fiscale, sono state formalmente obbligate a rientrare entro 120 giorni. La pena, per chi non lo farà, sono importanti sanzioni e, rimborsi per tutti gli utenti. Adiconsum, invece, non si ferma qui, vuole altre modifiche al codice delle comunicazioni elettroniche.

Tim, Vodafone e Wind in crisi: nuove modifiche ai contratti

Nel momento in cui, nel 2015, le aziende hanno provveduto a modificare la tariffazione, da mensile a ogni 28 giorni, vi è stata una modifica unilaterale del contratto. Ad oggi, gli operatori telefonici possono farlo benissimo, senza ricorrere in sanzioni, a patto che vi sia un largo preavviso e la possibilità di recedere, senza penali.

Adiconsum vuole cambiare, per evitare possibili ripercussioni su tutti gli utenti, tutte le associazioni dei consumatori vogliono modificare l’articolo 70 del codice delle comunicazioni elettroniche. Di fatto, tale articolo permette all’operatore modifiche unilaterali del contratto.

L’intenzione delle associazioni, quindi, è di apportare una semplice modifica. Nel periodo in cui il contratto è validonon è possibile apportare alcuna modifica, da nessuna delle parti. Se si vorranno modificare, sarà necessario farlo solo ed esclusivamente quando il contratto sarà scaduto. Non prima.

E’ la prima volta che il Governo italiano fa davvero qualcosa per i consumatori, speriamo che riescano anche in questo secondo passaggio.