FacebookNell’Era Digitale la popolarità dei social è in continua ascesa: circa il 40% della popolazione mondiale li usa regolarmente. Questo significa che quasi 4 miliardi di persone ogni giorno condivide status su Facebook, chatta su Whatsapp, twitta, pubblica foto su Instagram.

Se Facebook resta il social più utilizzato in assoluto, negli scorsi mesi molti giornali hanno parlato di un calo nell’utilizzo della piattaforma, lanciata da Mark Zuckerberg nel 2004, soprattutto tra gli adolescenti, che preferiscono migrare verso altre piattaforme più smart e accattivanti. Le preferite dei giovani? Instagram, ma soprattutto Snapchat.

Ma cos’è Snapchat? Si staranno chiedendo alcuni. Ebbene, è un’app lanciata nel 2011 da Bobby Murphy ed Evan Spiegel, basata sulla pubblicazione di video e fotografie, ma con una particolarità: questi contenuti sono disponibili solo per ventiquattro ore. Forse per la maggiore efficacia dal punto di vista della comunicazione visiva, i filtri simpatici e colorati, o forse perché FB è ormai invasa dai loro parenti ultraquarantenni che condividono “buongiornissimi e “kaffè, sempre più ragazzi preferiscono la vita effimera delle storie di Snapchat all’eterno imbarazzo degli status incancellabili di Facebook.

Nonostante Snapchat non riuscirà mai a eguagliare il successo dei suoi “colleghi” (la concorrenza di Instagram è spietata) la società di Zuckerberg ha deciso di “correre ai ripari”, diciamo: non solo ora è possibile pubblicare storie anche su Facebook e Whatsapp (su Facebook è ora possibile aggiungere effetti e filtri), ma si potranno anche pubblicare status temporanei, nella bacheca o sul proprio profilo, impostando una data di scadenza per farli sparire. L’idea sarebbe quella di spingere gli utenti a condividere quello che stanno facendo in quel momento, istituendo una comunicazione più immediata e coinvolgente, ma sarebbe impossibile non cogliere il parallelo tra questi e l’idea che ha reso Snapchat unico.

Che ne sarà di Snapchat? Nonostante la grande popolarità, l’app è cresciuta, ma non quanto sperato, e non regge la concorrenza dei suoi “fratelli maggiori”, che attraggono la maggior parte degli investimenti. Eppure sempre più giovani la prediligono, la utilizzano, a volte anche più di Facebook. Non siamo in grado di vedere cosa ha in serbo il futuro, ma nonostante la grande efficacia e popolarità di Facebook, alla fine è arrivato qualcuno che ha osato sfidare la sua egemonia, e apparentemente sta anche riuscendo a tenere testa al vecchio Mark. Chi la spunterà in questo scontro che ricorda quello tra Davide e il gigante Golia? Non ci resta che osservare.