Tutti i messaggi inviati con Whatsapp vengono ricevuti da un server centrale che poi li smista ai relativi destinatari e proprio durante questo passaggio gli stessi sarebbero disponibili ai sistemi e ai governi per combattere il terrorismo. Purtroppo in questo modo di mette a rischio la privacy degli utenti poiché sarebbero tutti soggetti a possibili controlli effettuati dagli enti statali.

WhatsApp a differenza di Telegram ha un sistema centralizzato dove i messaggi vengono salvati e possono essere diffusi agli organi di polizia in caso di necessità soprattutto per combattere le attività illecite.

WhatsApp, la vostra privacy è a rischio

Monika Bickert e Brian Fishman hanno confermato che i dati raccolti da Whatsapp, Facebook ed Instagram saranno utilizzati per contrastare possibili terroristi ma proprio questo potrebbe indelebile il sistema di crittografia dei dati e aprire porte a possibili altri usi dei dati come quelli pubblicitari.

Raccogliere le conversazioni degli utenti potrebbe essere una valida arma per mostrare annunvi contestuali e aumentate in questo modo la monetizzazione dei social network. Eppure anche se si considera errata la scelta di WhatsApp anche quella di Telegram non è da meno, infatti, lanstessa è l’app di riferimento per terroristi e jihadisti, che possono contare sulla possibilità di creare canali segreti, e quella di distruggete automaticamente i messaggi, e non lasciarne in alcun modo traccia.