Google Play Store Top Features

Ritorna ad aleggiare il rischio privacy per tutti i clienti Android. Il sistema operativo di BigG negli scorsi mesi ha più volte sbandierato i suoi progressi a tutto il mondo, facendo pensare ai suoi utenti di aver perfezionato tutte quelle piccole falle che mettevano a rischio dati sensibili ricavati dall’utilizzo di smartphone o tablet connessi alla rete. Secondo uno studio effettuato da esperti americani attraverso una piattaforma creata ad hoc (Lumen Privacy Monitor) oltre il 70% delle applicazioni scaricate da Play Store riesce ad ottenere informazioni personali dei clienti.

L’analisi – avviata con la complicità di circa 1600 persone consenzienti – ha preso in considerazione oltre 5mila servizi disponibili dal marketplace ufficiale Android: si va da applicazioni come Google Maps sino ad arrivare a nomi molto meno conosciuti dal grande pubblico.

Di questo 70% – e questo forse è il dato più emblematico e pericoloso – circa la metà riesce ad ottenere dati riguardanti l’utilizzo di internet dell’utente, tracciando le attività praticate e svolte sul web. L’altra metà delle applicazioni, tra cui quelle dei colossi social o della stessa Google, utilizzerebbe i dati “rubati” per indagini di mercato a conto di terzi o per migliorare le funzioni dei propri prodotti.

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Da questa analisi di ricerca, Android non ne esce affatto bene. Evidentemente il sistema operativo, gli sviluppatori di app e chi garantisce la privacy dell’utente devono ancora fare tanta strada per arrivare a garantire un ottimo servizio ai clienti.