Quando si parla di terrorismo negli ultimi anni si parla irrimediabilmente anche di social. Sempre più criminali utilizzano varie piattaforme, tra cui Twitter, per celebrare o rivendicare i propri vili gesti.

Come tutti sanno, ieri sera a Manchester al termine del concerto di Ariana Grande, 20 persone – tra cui soprattutto giovani adolescenti – hanno perso la vita a causa di un attacco kamikaze. La rivendicazione da parte dei terroristi islamici dell’ISIS è arrivata da poco, ma su Twitter già dalle ore successive la barbarie si sono moltiplicati gli account che hanno celebrato questo folle gesto.

Il social ha cercato in ogni modo di arginare in tempi più o meno brevi questi utenti che sono spuntati come funghi, anche se la frittata per Twitter probabilmente era stata già fatta ore prima l’attentato. Come molti stanno mostrando proprio attraverso i vari canali della piattaforma, ieri pomeriggio attraverso un account poi cancellato era stata mostrata una foto rappresentante la bandiera del sedicente Stato Islamico con l’hashtag #ManchesterArena.

Il post è stato pubblicato alle 18:24 del pomeriggio, mentre ricordiamo l’attentato si è verificato intorno alle 22:30 della sera, a seguito della chiusura del concerto.

Anche se in molti bollano come fake questo post (sarebbe stato utilizzato un semplice effetto di Photoshop), la chiusura dell’account da parte di Twitter lascia pensare a ben altre cose.

Il social, insomma, non solo ha ancora fatto flop nel suo compito di arginare la propaganda jihadista, ma non avrebbe nemmeno avvisato le intelligence britanniche sull’esistenza di un post così drammatico.

Anche se questo episodio dovesse rivelarsi un falso, resta davvero inconcepibile come sia possibile che la piattaforma ancora non si sia dotata di algoritmi o strumenti che, proprio come censurano materiale soggetto da copyright, vadano a eliminare ogni barbaro incitamento alla morte.