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Guai per Facebook, costretta a pagare multa da 122 milioni di dollari

Facebook, il social network più utilizzato al mondo, si è visto recapitare una multa di oltre 122 milioni di dollari. Il mandante è proprio l’antitrust dell’Unione Europea che ha accusato la piattaforma di aver collegato informazioni relative agli utenti WhatsApp. Il tutto sarebbe avvenuto in seguito all’acquisizione dell’app di messaggistica istantanea da parte del colosso nel 2014. Inizialmente Facebook aveva affermato di non essere in grado di effettuare il link degli account. Ad Agosto dello scorso anno però è iniziata la condivisione dei dati includendo anche i numeri di telefono degli utenti.

La Commissione Europea sostiene che dietro l’acquisizione di WhatsApp già nel 2014 ci fosse la volontà di condividere i dati degli utenti. Tuttavia Facebook all’epoca negava la possibilità, distogliendo l’attenzione su questo aspetto. La scorsa settimana però, è stato emesso un comunicato che afferma la non intenzionalità delle azioni da parte del social network californiano al momento dell’acquisizione. La compagnia ha infatti ammesso di aver “agito in buona fede sin dal primo punto di contatto con la Commissione al fine di fornire informazioni accurate ad ogni stadio“.

Nonostante l’Unione Europea è famosa per l’imposizione di regole severe, qualcuno ha fatto notare che la pena nei confronti di Facebook non è poi così alta. La somma di 122 milioni di dollari infatti, è infatti una esigua se comparata ai miliardi fatturati ogni anno dalla compagnia. Una cifra altrettanto piccola in confronto ai 19 miliardi spesi per l’acquisto di WhatsApp. Secondo Reuters, la multa iniziale sarebbe stata di 276 milioni (circa l’1% del turnover). La riduzione sarebbe stata applicata dopo l’ammissione dell’errore da parte di Facebook.

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Due giorni prima della decisione dell’UE era arrivata un’altra multa per il social. Questa volta da parte degli enti Francesi. La compagnia era infatti stata accusata di aver violato la protezione dei dati. Essi venivano adoperati per lo svolgimento di campagna pubblicitaria mirata senza che gli utenti ne fossero a conoscenza.  Le investigazioni da parte dell’antitrust europeo procedono ininterrottamente su compagnie di grande spessore come Amazon, Google e Microsoft. Proprio la scorsa settimana, un’agenzia Italiana ha multato WhatsApp con una cifra pari a 3 milioni di dollari per aver condiviso informazioni personali con Facebook.