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Addio Mp3!

Mp3, abbreviazione di MPEG-2 Audio Layer III, è stata la scoperta del secolo. Ma è stato annunciato proprio questa settimana che, a poco a poco, finirà per scomparire, ormai considerato formato audio di qualità bassa e media. Vedremo col tempo se saremo pronti, con il tempo e come consumatori, a rinunciare al caro Mp3 e alla libertà di condividere musica senza restrizioni. 

Nel 1993, i lettori Mp3 si catapultarono sulla scena mondiale per rivoluzionare l’industria della musica. Le persone misero da parte le care, vecchie cassette e i CD, per iniziare a provare l’ascolto della musica scaricata direttamente da Internet. Ma la tecnologia, si sa, continua ad avanzare, e dopo la sua creazione, nacquero anche nuovi dispositivi, come Mp4, iPod e gli smartphone. Quindi, il suo uso è diminuito così celermente come il successo che conobbe in origine..

Oggi, attraverso un comunicato stampa, gli sviluppatori hanno annunciato la fine dell’era MP3, perché “ha perso di rilevanza con altri formati popolari”. Dando così per scontata una fine ad alcuni brevetti e software Mp3 Technicolor e Fraunhofer.

Il Fraunhofer Institute for Integrated Circuits ha osservato che, sebbene ancora molto popolare nel cuore dei consumatori, la tecnologia MP3 non fornisce più gli strumenti necessari ad altri sistemi come lo streaming. Oggi, guadagnano terreno altri formati come ISO-MPEG del tipo AAC (Advanced Audio Coding), che vengono utilizzati in televisione, in streaming o per la trasmissione radio, o in formato MPEG-H, che sarà popolare in futuro“.

Anche se va notato che, nel fermare la produzione, i file in formato MP3 continueranno comunque ad essere attivi e funzionanti. Tuttavia, la società non esclude che, in un paio di anni, la fine sarà effettiva per far posto al formato audio digitale CCA, che permette una migliore qualità sonora. Il fatto che i creatori di mp3 sono quelli che decidono direttamente il loro pensionamento, dunque, non significa che i file non serviranno più: ciò che accadrà è un cambiamento di tendenza, dopodiché i creatori di contenuti audio cominceranno a migrare verso altri formati di qualità migliore, già esistenti o se ne inventeranno di nuovi, magari offrendo un ottimo suono con poca compressione e senza pesare decine di megabyte.