batteria smarpthone

Questa mattina potrebbe essere stata scritta una pagina storica per la giurisprudenza del nostro paese. Per la prima volta, infatti, un tribunale italiano ha accertato come vi siano dei nessi tra l’utilizzo scorretto del cellulare ed un conseguente tumore al cervello. A stabilire tale giudizio è stato il Tribunale di Ivrea che attraverso un provvedimento ha condannato l’Inail a risarcire un suo dipendente con una rendita vitalizia da malattia professionale, dopo che quest’ultimo (malato attualmente) era stato costretto ad utilizzare il telefono per più di tre ore al giorno.

Ad annunciare il provvedimento sono stati gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone. La sentenza è stata emessa dagli uffici lo scorso 30 Marzo.

Si riapre quindi con questo caso quella che è una discussione che ha visto scrivere pagine e pagine da molti studiosi ed analisti. Da una parte c’è che reputa il cellulare poco dannoso per l’organismo umano, dall’altra c’è chi ammonisce per una campagna di sensibilizzazione maggiore.

Proprio a questa categoria si iscrive l’avvocato Bertone che commentando il provvedimento si è detto speranzoso “affinchè in Italia si svolga un dibattito civile e coerente riguardo quelli che sono i rischi ed i pericoli derivati da un utilizzo scorretto del proprio cellulare”. L’avvocato inoltre ha annunciato l’apertura di un personale sito internet (potete trovarlo cliccando sul tasto Source) dove sarà possibile per tutti gli interessati informarsi riguardo le pratiche comuni per un utilizzo corretto del telefono.