Pornhub

Alzi la mano chi non ha protestato contro Donald Trump in questi suoi primi due mesi e mezzo di presidenza. L’ex tycoon da oltre un anno è stabilmente sulle prime pagine di tutti i quotidiani internazionali, spesso a causa di slogan (in campagna elettorale) o provvedimenti (durante la fase di governo) molto rivedibili. Negli scorsi giorni vi avevamo dato notizia di una legge emendata particolarmente cattiva in termini di privacy. La norma, a breve in vigore dopo l’approvazione del Congresso, prevede che i provider telefonici possono entrare in contatto di dati sensibili e privati dei singoli utenti per scopi pubblicitari senza per forza di cose chiedere l’autorizzazione.

Questo provvedimento non è andato giù a molti semplici cittadini, impauriti di essere così esposti apertamente agli occhi di società privati e governo. Allo stesso tempo un’altra categoria si sta facendo sentire con grande forza: gli amministratori di siti porno.

Le piattaforme a luci rosse basano il loro business e la loro fortuna sulla promessa – non scritta – di privacy per i milioni di visitatori quotidiani. Per questo motivo, due colossi come PornHub e YouPorn già hanno annunciato una contromisura rispetto alle norme stringenti volute da Trump.

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I siti cambieranno il loro sistema di sicurezza, adottando il protocollo Https. Attraverso questa tecnologia, i provider telefonici saranno sì in grado di controllare il traffico di un loro cliente, ma non potranno sapere nulla rispetto ai video in riproduzione sul sito hard.

“Con il protocollo Https avremo una crittografia delle nostre pagine in modo da proteggere gli oltre 70 milioni di utenti che utilizzano il nostro sito giorno dopo giorno”, ha spiegato Corey Price, vicedirettore di PornHub.

Il movimento dei due colossi americani è possibile che si traduca in un contagio anche per altri siti di genere più piccoli.

Il terzo principio della dinamica dice che “Ad ogni reazione ne corrisponde una uguale e contraria”. Se Trump con questo provvedimento voleva mettere a nudo i pornoamatori, dovrà arrendersi all’idea della sconfitta.