galaxy note 7

Nelle scorse ore vi abbiamo raccontato dell’ultima idea di Samsung per far cessare finalmente l’epopea (molto triste) di Galaxy Note 7: la pubblicazione di un aggiornamento killer in grado di impedire il caricamento del dispositivo. Questa mossa, come palese, è volta a far cedere anche quella minima parte di utenza che ancora oggi continua ad affidarsi al device.

L’intenzione della casa sudcoreana ovviamente è quella di concludere una delle esperienze più dannose per la propria immagine alla vigilia del lancio del suo nuovo flagship in diretta tra poche ore. Questa particolare politica aziendale ha però fatto emergere di conseguenza numerosi quesiti. Uno dei più ricorrenti è: che fine faranno i dispositivi ritirati dal mercato o caduti in disuso?

Samsung ha diramato un comunicato proprio nelle ultime ore, spiegando cosa farà con tutti i Galaxy Note 7 ritornati in fabbrica. L’idea principale è quella del riciclo. Come ben ovvio, il device è stato stroncato a causa della batteria e delle conseguenti esplosioni. Questo però non toglie che al suo interno vi siano componenti estremamente preformanti come la fotocamera o il sensore touch. Proprio questi elementi saranno recuperati per essere poi riutilizzati per test di fabbrica su nuove macchine.

Il riciclo sarà anche esterno visto che Samsung provvederà a recuperare elementi come il ferro, il nikel, argento ed oro per poi rivenderli sul mercato.

Oltre al riciclo, Samsung ha fatto sapere di star valutando anche la strada del ricondizionamento. Alcuni Note 7, qualora in ottima condizione e senza pericoli per l’utente, potrebbero in ultima ratio essere reimmessi in vendita ad un prezzo ovviamente d’affare.