WhatsApp
Il logo dell’app WhatsApp. Il servizio di messaggistica istantanea offrirebbe un ambiente ideale per la pianificazione di azioni terroristiche in segreto

Dopo la notizia che il responsabile dell’attentato nel cuore di Londra, la settimana scorsa, aveva utilizzato il servizio di messaggistica WhatsApp, di proprietà di Facebook, per organizzare l’azione, un funzionario del Regno Unito si esprime contro l’applicazione e il suo sistema di cifratura end-to-end.

Secondo il Segretario di stato per gi affari interni Amber Rudd, in effetti, la sicurezza dell’app avrebbe costituito un ambiente isolato ideale per organizzare l’azione terroristica per l’attentatore. Rudd è convinta che il governo debba avere la facoltà di eludere il sistema di sicurezza del programma di messaging.

Dobbiamo essere certi che organizzazioni come WhatsApp – oltre alle molte altre che esistono – non costituiscano un posto segreto per i terroristi, in cui comunicare tra loro“, ha dichiarato alla BBC. “In questa situazione, dobbiamo fare in modo che i nostri servizi segreti abbiano la possibilità di penetrare in sistemi come quello cifrato di WhatsApp.

La risposta da parte di WhatsApp è stata razionale quanto rincuorante: “Siamo sgomenti per l’attacco inferto a Londra a inizio della scorsa settimana, e coopereremo con le forze di polizia finchè le indagini saranno in corso“.

Rudd è dell’idea che il suo governo debba avere l’appoggio di molte altre compagnie, per la lotta al terrorismo. Tra queste, sicuramente Google, Twitter, e anche la piattaforma di blogging WordPress. Siamo dinnanzi a un caso simile a quello dell’attentato del 2015 a San Bernardino, in California: in quell’occasione ebbe luogo un braccio di ferro tra FBI e Apple per sbloccare uno degli iPhone coinvolti nell’attacco terroristico. Anche Apple, secondo Rudd, ha dunque la responsabilità di aiutare gli inquirenti.

Non stiamo dicendo di ‘sbloccare’, non vogliamo ‘entrare nel cloud’, non vogliamo fare nulla di tutto ciò. Ma vogliamo che riconoscano di avere la responsabilità di dover collaborare con i governi e con le forze di polizia nelle situazioni di allerta terroristica.