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Uno dei temi caldi del momento, sia per la materia tecnologia si per quella d’attualità, riguarda la sicurezza online. Negli ultimi mesi stiamo infatti assistendo a fenomeni di hackeraggio sempre più moltiplicati e sempre più ingenti. Anche le piattaforme governative che dovrebbero essere top secret ed inaccessibili sono, invece, vulnerabili ad attacchi di malintenzionati, pronti a tutto per ottenere dati sensibili.

In questo senso si spiega l’indagine svolta da Google volta ad analizzare quantitativamente l’entità del fenomeno. I dati raccolti da BigG nel “Rapporto sullo stato di sicurezza del web” sono molto chiari e non lasciano spazio a seconde interpretazioni: nel 2016 si è riscontrato un incremento del 32% di siti hackerati rispetto all’annata precedente. Una crescita mai vista prima che non può far altro che allarmare sviluppatori e singoli utenti.

Il lavoro degli cybercriminali negli ultimi mesi è stato semplificato – sempre secondo la ricostruzione di Google – da due grandi fattori: da un lato la presenza di password deboli e spesso mai cambiate da parte degli utenti, dall’altro la poca dimestichezza nel programmare aggiornamenti reali ed efficaci da parte degli sviluppatori web.

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Google prospetta quindi un quadro molto grigio, specialmente se proiettato in un’ottica futura. Il fenomeno dell’hackeraggio – qualora non si verificassero grandi innovazione in campo di sicurezza – è destinato a crescere e perdurare nel corso degli anni. I siti bucati, anzi, con il proseguo dei mesi probabilmente si raddoppieranno e né le grandi società né i singoli utenti potranno essere completamente al sicuro.

Navigare in rete quindi diventerà sempre più difficile e proprio come se si fosse in preda ad una burrasca in alto mare, è consigliabile per tutti avere gli occhi aperti onde evitare episodi incresciosi.