Fuoco da campo in Dark Souls
Due guerrieri si riposano davanti a un fuoco da campo in Dark Souls. Il fuoco da campo, checkpoint nel gioco, è un easter egg ricorrente in molti videogiochi.

Se un giorno, tra moltissimi anni ed epoche, qualche forma di vita evoluta, umana e non, dovesse mettere mano su modelli di PS4 fossilizzati potendone esaminare il contenuto, se ne dedurrebbe sicuramente che Dark Souls sia stato un pezzo fondamentale della nostra cultura.

In effetti, nonostante quella di Dark Souls non sia una serie alla portata di tutti i videogiocatori, per la particolarità del genere e del gameplay essi sono prodotti molto popolari tra i videogiocatori amanti degli alti livelli di challenge. E, a quanto pare, anche tra gli sviluppatori.

A sostegno di questa tesi c’è un gran numero di prove, in effetti. Tanti easter eggs in una quantità di titoli tale da far comprendere l’importanza della serie di Dark Souls nel mondo e nella cultura videoludics. Che quel titolo fosse destinato a lasciare il segno nella storia di questo settore, c’erano pochi dubbi fin dai primi capitoli.

La conferma, quindi, si può avere toccando con mano (virtuale, si intende) gli innumerevoli omaggi sparsi in vari giochi. Si tratta, nella maggioranza dei casi, di fuochi da campo. Questi falò sono presenti in alcuni punti strategici degli scenari di Dark Souls, ed hanno la funzione di checkpoint presso i quali è possibile svolgere una serie di funzioni base – come ripristinare la salute e alcuni status negativi –, ma che aumenteranno di numero proseguendo nel gioco.

È facile riconoscere questi falò: non sono semplici mucchi di rami che emanano fiamme, ma solitamente hanno un’arma conficcata nel loro centro. Quasi sempre una spada (Overwatch, The Witcher 3), a volte un’arma da fuoco (Just Cause). Nel caso di Destiny, è una semplice emote (una posa di un personaggio).

Questa volta, la segnalazione arriva in merito al recentissimo Ghost Recon Windlands. Un utente YouTube, tale xGarbett, ci dà testimonianza della presenza di un fuoco da campo, al centro del quale è piazzato uno spadone a due mani. Un’immagine senza dubbio in contrasto con la storyline dell’ultimo gioco Ubisoft, ma forse neanche tanto inadatta per le atmosfere selvagge e misteriose delle foreste boliviane. Ad ogni modo, il riferimento è piuttosto inequivocabile.

Dark Souls continua ad avere un grande impatto in questo tipo di prodotti, sia che si parli di tripla A, ma anche in alcuni casi di indie games. Alcuni giochi traggono ispirazione dalle meccaniche del gioco creato dal team FromSoftware e pubblicato da Bandai Namco, altri tentano un po’ di “scopiazzarlo”. Di certo, essendoci molte probabilità di non veder mai nuovi capitoli della serie, dare un seguito alla leggenda con questi piccoli omaggi non può che far piacere a chi ha perso ore ed energie negli impegnativi combattimenti di Dark Souls, guadagnandone però tante soddisfazioni e delle esperienze di gioco memorabili.