SoundCloud Go

La musica oggi è nettamente diversa rispetto a cinque anni fa. L’arrivo dei servizi in streaming come Spotify e Deezer prima, Apple Music e Google Play Music poi, ha portato ad una rivoluzione dei contenuti che ha avuto come conseguenza l’offuscamento di servizi già presenti sul mercato. Ad aver subito in maniera molto pesante l’arrivo dello streaming in campo musicale è stato SoundCloud, una delle piattaforme principali per la condivisione di brani.

Il grande merito di SoundCloud, sin dalla sua nascita, è stato quello di aver dato spazio a migliaia di giovani talenti in cerca di pubblico. Soprattutto nel mondo della house music e dell’EDM, questa piattaforma è stata fondamentale per dare il “la” a promettenti carriere di giovani artisti. L’ingresso in campo di grossi competitors e l’esplosione di YouTube come fenomeno di massa hanno però col tempo sfinito le casse della compagnia, oramai sempre più vuote.

Da cinque anni a questa parte SoundCloud deve affrontare passivi onerosi in termini di bilancio. Dal 2015, l’azienda è stata costretta ad affrontare buchi da oltre 50 milioni di dollari annui, costringendo i proprietari a guardare il mercato per trovare nuovi acquirenti o fonti di ricapitalizzazione. Le trattative per una eventuale cessione sono però in altro mare. Spotify aveva tentato di entrare in possesso della piattaforma, ma le contrattazioni sono poi naufragate lo scorso anno.

Ora, alcuni rumors di inizio anno parlano di una Google molto interessata a condizione che il prezzo della vendita sia nettamente inferiore ai 500 milioni di dollari chiesti dai vertici di SoundCloud: attualmente a Mountain View valutano il servizio non più di 250 milioni di dollari.

La situazione per SoundCloud è davvero critica. Con la mancanza di grandi brand interessati, si aprirebbero le porte di un baratro imminente con lo spauracchio del fallimento sempre più vicino.