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Nelle scorse ore ha fatto scandalo il nuovo reportage emerso dalle pagine di WikiLeaks riguardo un possibile spionaggio effettuato dai membri della CIA su smartphone, tablet, smart tv e dispositivi mobili di cittadini americani e stranieri. L’organizzazione mondiale fondata circa dieci anni fa dalla figura controversa di Julian Assange ha fatto sapere di essere entrata in possesso di documenti attestanti un programma di hackeraggio globale da parte dell’ente americano che, grazie all’aiuto di esperti, sfruttava le nuove tecnologie per spiare cittadini inconsci.

Sotto i riflettori sono finiti tutti i maggiori sistemi operativi: iOS, Windows ed anche Android. A difesa del sistema del robottino verde è scesa in campo direttamente Google che ha voluto precisare il grande lavoro fatto dagli sviluppatori per evitare di concedere vulnerabilità pericolose ai fini della privacy ad hacker o altri malintenzionati.

La casa di Mountain View ha fatto inoltre sapere di aver chiuso negli anni quelle falle che avrebbero potuto consentire uno spionaggio da parte della CIA, di altre organizzazioni o di semplici hacker amatoriali.

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“Dopo aver esaminato le carte di questo episodio siamo certi nel dire che gli aggiornamenti ai sistemi operativi di Android e di Chrome proteggono attualmente gli utenti da intrusioni del genere – Ha dichiarato Heather Adkins, direttore del dipartimento sicurezza – Ad oggi, i nostri OS risultano essere tra i più performanti sul mercato in campo di sicurezza. Continueremo comunque ad essere vigili perché la privacy dei nostri clienti è uno dei nostri principali obiettivi”. 

Nonostante queste affermazioni, ancora non è ben chiaro se nel 2013 (anno in cui secondo WikiLeaks è stato accertato lo spionaggio della CIA) Android fosse coperto da eventuali rischio di intrusioni esterne. Molto probabilmente la risposta è negativa.