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L’Italia è sempre più fanalino di coda nel campo delle reti di comunicazione. Nonostante, da più parti, si continuino a sbandierare interventi sullo sviluppo della banda larga, il nostro paese naviga ancora lontano dalle altre nazioni che, anno dopo anno, stanno sviluppando in maniera esponenziale le loro connessioni.

I risultati provenienti dalla ricerca effettuata dall’organizzazione mondiale Akamai sullo “Stato di internet” sono impietosi. Nel quarto trimestre dello scorso anno, in Italia la velocità media di connessione a disposizione dei cittadini è stata di 8,7 Megabyte, un dato che colloca il Belpaese al 28° tra i paesi europei, davanti soltanto a Croazia, Grecia e Cipro e lontano anni luce dalla Norvegia capolista con i suoi oltre 20 Megabyte di velocità media.

Desta particolare preoccupazione anche il dato su banda larga e fibra. Gli italiani che navigano con limiti maggiori rispetto a 4 Megabyte sono solo il 78%, mentre soltanto il 23% dei nostri concittadini esprime una velocità superiore ai 10 Megabyte. Un aspetto allarmante è che in Svizzera, nazione rispetto a noi confinante, oltre il 70% dei nascenti ha a disposizione una navigazione da oltre 10 Megabyte.

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L’Italia, insomma, è molto indietro rispetto ai paesi industrializzati dell’Occidente. Nazioni come Stati Uniti, Regno Unito, Germania anni fa esprimevano le nostre stesse condizioni attuali. Il panorama sul futuro, cosa ancora più inquietante, non è roseo. Se l’arrivo della fibra nelle grandi città può essere considerato un traguardo importante, i prezzi molto alti per le connessioni e l’abbandono di reti comunicative nelle periferie fanno emergere molti dubbi.