terra
Qual è l’ultimo elemento che compone il nucleo della Terra?

Gli scienziati giapponesi credono di aver identificato un elemento misterioso che fa parte del nucleo della Terra. La “palla” al centro del nostro pianeta è composto principalmente da ferro e nichel che, insieme, rappresentano il 95 per cento della sua massa. Quel che forma il restante cinque per cento è stato un puzzle per decenni.

Tuttavia, dopo anni e studi di ricerca, gli esperti dell’Università di Tohoku pensano di avere la risposta per svelare alcuni di questi elementi o parti mancanti del puzzle. Lo scienziato e professore Eiji Ohtani ha spiegato che “il silicio è un importante elemento – circa il cinque per cento del peso potrebbe essere sciolto nelle leghe di ferro-nichel“.

I ricercatori hanno ricreato pressioni intense e 5.400°C di calore, gli stessi parametri che si trovano al centro della Terra, insieme ad una miscela di ferro, nichel e silicio. I dati risultanti sono stati abbinati ad osservazioni dell’attività sismica nei pressi nucleo planetario. Comprendere la composizione esatta del centro del pianeta potrebbe sbloccare preziose informazioni sul modo in cui si è formata proprio la Terra stessa. Tuttavia, la profondità inaccessibile del nucleo rende impossibile la ricerca diretta. “Il più profondo pozzo di petrolio penetra appena sei miglia della crosta“, si legge sul National Geographic. “Il centro della Terra è di circa 4.000 miglia più in profondità“.

Osservare le onde sismiche è stato il principale metodo per indagare la natura del nucleo, sin dal 1936, quando lo scienziato danese Inge Lehmann aveva per prima rilevato la loro provenienza dal centro della Terra.

I ricercatori sono giunti alla conclusione che il nucleo è una sfera solida larga 1.500 miglia costituita da ferro e nichel, con almeno un elemento infiammabile, come silicio o ossigeno. Ohtani ha detto che la ricerca del suo team non ha escluso la presenza di ossigeno o di altri elementi. Il professor Simon Redfern, dell’Università di Cambridge, ha spiegato che gli esperimenti potrebbero fornire una “finestra di quello che si trovava all’interno della Terra subito dopo la sua prima formazione, 4.5 miliardi di anni fa, quando il nucleo ha iniziato a separarsi dalle parti rocciose del pianeta“.