Clash of Clans
Clash of Clans, l’Iran dice di no

L’ormai celebre videogame Clash of Clans, disponibile sia per iOS che Android, è stato censurato in Iran per volontà del Ministro della Giustizia poiché inciterebbe all’odio e alla violenza.

I videogiocatori, durante la scorsa settimana, hanno iniziato ad avvertire le prime anomalie alle quali ha seguito l’eliminazione dell’app di Supercell dallo store Cafe Bazaar. A detta degli psicologi del paese, Clash of Clans costituirebbe un pericolo soprattutto per i giovani, i maggiormente interessati nell’utilizzo del videogioco.

Non è la prima volta che in Iran assistiamo ad un evento simile. Lo stesso paese si rese noto per essere stato il primo a censurare Pokemon Go ad agosto scorso. Causa principale dell’accaduto fu il sistema di localizzazione su cui il gioiello di Niantic si basa. In seguito, l’Isna (Iranian Student’s News Agency, ndr) aggiunse che il videogame non aveva ottenuto il permesso necessario di pubblicazione da parte del Ministero della Cultura Islamica.
La lotta alla censura dei videogiochi in Iran sembra non fermarsi, secondo alcuni rumors infatti il prossimo nel mirino sarebbe Clash of Kings.

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Statistica dei videogames free-to-play più popolari in Iran secondo Sourena Game Studio

Clash of Clans si colloca tra i primi 5 videogiochi più popolari in Iran, primo fra tutti i F2P. Un colpo forte per la community dei giocatori locali che, prima della pubblicazione dell’app su canali riconosciuti dal paese, erano soliti scaricare il gioco tramite stores di altre nazioni, effettuando inoltre acquisti in-app con gift cards comprate nel black market.

Non resta dunque che attendere lo sviluppo della situazione e vedere se quello di Clash of Clans sarà quindi un capitolo chiuso o se gli appassionati torneranno a collegarsi raggirando i limiti imposti dal governo.