roaming

E’ ancora aperto il dibattito nei palazzi della politica riguardo le nuove normative da utilizzare per il roaming, dopo le ingenti proteste di consumatori ed associazioni del settore riguardo i sovraccosti applicati rispetto alle tariffe standard. Le prossime giornate saranno decisive perché la Commissione europea entro il 15 dicembre dovrebbe votare riguardo le nuove regole di utilizzo del roaming per evitare abusi.

Una votazione questa che è fondamentale per rispettare il calendario prefigurato da Bruxelles, in cui si dovrebbe arrivare ad una normativa che regoli i prezzi entro l’estate del 2017. La votazione però si prevede più complicata del solito, visto che i 28 paesi che saranno chiamati al voto sono molto divisi su questo argomento, essendo in gioco ingenti interessi economici e nazionali.

La politica che vuole applicare Bruxelles sarà quella del “Roam like home”, in cui gli utenti potranno beneficiare all’estero dell’utilizzo del roaming per effettuare chiamate, mandare sms e collegarsi ad internet con le tariffe del proprio paese d’origine. Una proposta, questa, che è stata pensata per le tante persone che si muovono con frequenza nei territori dell’UE (ad esempio gli studenti Erasmus) e per creare, attraverso le reti di comunicazione, coesione dei popoli e del territorio.

Dato per certo questo obiettivo, affinché le compagnie telefoniche non vengano colpite o peggio ancora truffate, è quindi fondamentale approvare prima di andare sino in fondo una norma che vieti gli abusi e che stabilisca, ad esempio, un limite massimo di navigazione roaming nei confini dell’Unione. Le prossime ore sino al 15 dicembre saranno fondamentali, non soltanto per trovare gli accordi politici finalizzati a questo provvedimento, ma anche per capire quale sia la direzione dell’Europa: pronta all’unione vera dei popoli o attaccata agli interessi nazionali?