Galaxy Note 7
Quale sarà il futuro di Samsung dopo il Note 7 gate?

Galaxy Note 7 è morto. Sarà stato difficile perdersi la notizia visto l’incessante flusso di news a riguardo in questi ultimi giorni. Come abbiamo già avuto modo di approfondire ieri, Samsung aveva assicurato con il primo recall di aver risolto il problema della batteria affidando la produzione ad un secondo fornitore, la cosa, come sappiamo, non ha sortito l’effetto sperato, anzi, ha rovinato ancora di più la reputazione del colosso coreano che ha accumulato errori su errori fino alla prematura fine della produzione e della vendita di Galaxy Note 7.

Le priorità di Samsung adesso quali sono? Effettivamente ce ne sono molte, sia a lungo che a breve termine, anzitutto deve ultimare i rientri dei Note 7 ancora in giro per il mondo, sia i primi che i secondi modelli, poi deve assolutamente capire cosa è andato storto e, in ultima istanza, cercare di riabilitarsi agli occhi dell’utenza.

È evidente che il problema vada ben oltre le batterie dei Note 7 per cui ora Samsung deve scoprire se non fosse addirittura da attribuire al design del telefono stesso. Come affermato dal Wall Street Journal, probabilmente a ragione, Samsung avrebbe dovuto capire molto prima quale fosse la criticità del proprio device, se una batteria molto grande in un case molto piccolo o se gli standard di ricarica spingessero troppo oltre le proprie possibilità la batteria stessa. Sta di fatto che una delle maggiori colpe da imputare a Samsung è probabilmente quella di non aver effettuato test approfonditi di controllo qualità su Note 7 ad ogni livello necessario per assicurare che il proprio modello di punta potesse arrivare senza fare scherzi negli scaffali dei negozi.

Se per assurdo tutti i Galaxy Note 7 avessero sofferto del problema della combustione alla stessa maniera, durante la ricarica ad esempio, sarebbe stato molto più facile diagnosticare il problema, ma al momento la strada più sicura è quella dell’errore di produzione con la scocca che sviluppava troppa pressione sulla batteria stessa portando i poli di quest’ultima in contatto e causando tanto calore da rendere i Note 7 delle vere e proprie bombe.

Sicuramente già prima del rilascio dei Galaxy Note 7, Samsung era già molto calata nella produzione del design di Galaxy S8. La cancellazione di Note 7 avrà sicuramente un impatto notevole sui prodotti futuri e la situazione attuale inoltre ha lasciato il management della compagnia disorientato a causa del rimpasto e dei licenziamenti avvenuti per questo motivo. La divisione principale dell’azienda, di stanza in Sud Corea, potrebbe addirittura vedere delle dimissioni ai vertici e, per quanto magari i personaggi a capo dell’azienda in oriente abbiano meno visibilità delle loro controparti americane, sicuramente possiedono delle posizioni fondamentali tanto quanto un Tim Cook o un Elon Musk.

La cosa più importante è che Samsung ha bisogno di provare alla sua utenza in tutto il mondo di aver non solo risolto la problematica specifica che affliggeva Galaxy Note 7 ma di aver rinforzato adeguatamente tutto il settore dedicato alla sicurezza. Possiamo star certi che al prossimo evento di presentazione, che sarà probabilmente dedicato a S8, Samsung dedicherà molto più tempo che mai a rassicurare i media sulla sicurezza dei propri prodotti più che alla velocità della loro ricarica.

Sarebbe anche carino che Samsung imparasse a chiedere scusa in maniera migliore a tutti gli utenti visto la frustrazione e, in certi casi, la paura che ha causato in alcuni di questi. Alcuni di questi utenti hanno addirittura subito, come sappiamo, delle ustioni e delle ferite di vario tipo, e sarebbe probabilmente il caso che Samsung si facesse carico almeno di risarcimenti medici, oltre che delle sostituzioni dei device bomba.

Ma la domanda che rimane è una sola: siamo pronti a lasciarci tutto questo alle spalle per poterci fidare ancora una volta di Samsung e del suo probabile Galaxy Note 8 se dovessero aver intenzione di produrlo?