batterie
Uno dei maggiori problemi legati all’uso dei nostri dispositivi elettronici sono proprio le batterie, che non subiscono miglioramenti tangibili

Tracciamo una panoramica sulle sei tecnologie più innovative ed interessanti che puntano a migliorare le batterie, ognuna sotto un differente aspetto: dalle batterie ottenute con foglie di quercia a quelle che si sciolgono in acqua di sicuro il futuro ci riserva davvero tante sorprese.

Le batterie sono la croce e la delizia della nostra società basata sull’utilizzo di tanti dispositivi elettronici. Ci permettono di utilizzare smartphone e tablet per tante (o poche, NdR) ore, ma sembrano sempre insufficienti per il nostro utilizzo e non al passo con il progresso che avanza.

Se ogni anno vengono presentati nuovi processori, gpu, memoria ed innovazioni tecnologiche, lo stesso non si può dire per le batterie. Il loro sviluppo, paragonato al progresso tecnologico, è pari a quello di una tartaruga contro una lepre.

In questo articolo raccogliamo sei tecnologie in fase di sviluppo che potrebbero rivoluzionare il nostro modo di utilizzare le batterie ed i nostri dispositivi elettronici.

La batteria ottenuta con foglie di quercia

Un gruppo di ricerca dell’Università del Maryland ha scoperto che se le foglie di quercia vengono riscaldate a 1.000 gradi centrigradi esse possono essere utilizzati come anodi per le batterie. Il calore generato distrugge la struttura in carbonio delle foglie, che può accogliere gli elettroliti grazie alla struttura porosa delle foglie. I ricercatori stanno sperimentando se anche altri materiali si adattano allo scopo, come le bucce di banana ed altri frutti.

La batteria al grafene che si ricarica in pochi secondi

Una batteria costruita con il grafene ha delle proprietà decisamente straordinaria. In sviluppo presso la Swinborne University in Australia, questa batteria è capace di sopportare molti più cicli di carica delle normali batterie al litio. Inoltre la sua vera forza risiede nella capacità di essere ricaricata totalmente in pochi secondi. Tutto questo è reso possibile da un grafene super resistente, sostituendolo come materiale all’interno dei capacitatori. Ha un impatto ambientale minore rispetto ai componenti tradizionali usati per produrre batterie ed inoltre costa molto meno produrlo.

La batteria che funziona con lo zucchero

Le batterie che utilizzano zuccheri sono una realtà già da tempo, ma il Virginia Tech team è riuscito a sviluppare una batteria che dura molto di più dei suoi concorrenti. Combinando maltodestrina ed aria, la batteria rilascia elettroni dalla soluzione zuccherina, generando elettricità. Questa batteria non è solo economica, data l’abbondante presenza di zucchero in natura, ma anche biodegradabile.

Una batteria immortale

La scoperta di questa batteria è stata totalmente accidentale. I ricercatori dell’Università della California, Irvine hanno costruito una batteria composta da nanofili d’oro, che ha la proprietà di poter essere ricaricata centinaia di migliaia di volte senza perdere la sue prestazioni come nelle batterie tradizionali. La batteria consiste di elettrodi composti da nanofili d’oro, circondati da strati di diossido di manganese e un gel elettrolitica simile al Plexigals.

La batteria che si auto distrugge in acqua

Allo studio presso l’Iowa State University, questa batteria si dissolve completamente quando posta a contatto con la luce, il calore o un liquido. Sebbene non sia adatta all’utilizzo di tutti i giorni sui nostri smartphone e dispositivi elettronici, trova il suo uso per dispositivi medicali o che hanno un’aspettativa di vita breve. Al termine del suo utilizzo infatti la batteria può essere semplicemente dissolta in acqua, rendendo il suo impatto ambientale praticamente nullo.

La batteria ad acqua salata che può essere mangiata

Sebbene a nessuno potrebbe mai saltare in mente di mangiare una batteria, quella costruita dalla Aquion Energy è una batteria con componenti interni perfettamente biodegradabili e rispettosi dell’ambiente. Talmente alta è la sensibilità ecologica di questa compagnia che Jay Whitacre, il fondatore della Aquion Energy, ha mangiato parti della batteria per dimostrare la biodegradabilità dei suoi componenti. La batteria è infatti composta da materiali derivati da sporco, cotone, carbone ed acqua salata, che agiscono come una soluzione elettrolitica. Immaginiamo non sia stato un pasto gourmet, ma almeno non ha avuto ripercussioni su Jay Whitacre dato che è ancora vivo.

Queste tecnologie potrebbero rappresentare una vera e propria rivoluzione nel mondo delle batterie. Quale tra queste è quella che vi ha stupito di più? Fateci sapere nei commenti.