Caso Galaxy Note 7
Caso Galaxy Note 7, al gruppo sud-coreano costerà circa 1 miliardo di dollari

La procedura di richiamo di tutti i Galaxy Note 7 da parte di Samsung è iniziata da appena qualche giorno. Sono già state attivate campagne di sostituzione volontaria negli Stati Uniti ed anche nel territorio Italiano ed è notizia di qualche ora fa l’inizio di una procedimento analogo anche in Australia a partire dal 21 Settembre.

Sebbene lo scandalo delle batterie a rischio esplosione dei nuovissimi Galaxy None 7 sia attualmente in corso e i casi accertati siano “relativamente pochi”, va sottolineato l’impegno da parte di Samsung per garantire la sicurezza dei propri utenti anche se in possesso di dispositivi non a rischio attraverso un procedimento di richiamo completo di tutti i device immessi sul mercato.

Per permettere a tutti i possessori di un Galaxy Note 7 di identificare facilmente se si ha tra le mani un dispositivo a rischio, oltre la possibilità di rivolgersi al call center o al negozio dove lo si è acquisato, Samsung ha avviato la realizzazione di un tool. Questo strumento automatico sarà in grado di identificare la partita delle batterie equipaggiate sul dispositivo attraverso il controllo del codice IMEI, un codice numerico che identifica univocamente un terminale mobile. A partire dal 13 Settembre sarà reso disponibile online un database che permetterà un rapido controllo del proprio International Mobile Equipment Identity (IMEI) per una maggiore sicurezza personale.

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In aggiunta al tool di controllo del codice IMEI, le nuove versioni di Galaxy Note 7 commercializzate subiranno anche una leggere modifica della confezione di vendita. Sulla scatola, vicino al rettangolo che contiene i vari codici a barre, sarà aggiunto un piccolo quadratino di colore nero e un adesivo recante la lettera “S” per distinguere i nuovi device da quelli vecchi.

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