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Le prime immagini di Giove immortalate dalla sonda spaziale Juno.

La sonda Juno è riuscita a trasmettere le prime immagini di Giove alla NASA. Il veicolo spaziale ha sfrecciato intorno al pianeta a una velocità relativa di 208 mila chilometri orari, tenendosi a 4.200 chilometri di distanza dalle nubi vorticorse del gigante gassoso.

Juno catturata nell’orbita di Giove

Lo scorso 4 luglio 2016, dopo ben 5 anni di viaggio e circa 3 miliardi di chilometri percorsi, la nota navicella spaziale della NASA ha raggiunto l’orbita polare di Giove. Nel corso dei prossimi mesi, la missione interstellare permetterà agli scienziati di studiare i campi gravitazionali e magnetici del gigante gassoso del nostro Sistema Solare.

É la prima volta che ci troviamo così vicini al pianeta da quando la sonda è entrata nella sua orbita lo scorso 4 luglio” ha precisato Scott Bolton, responsabile scientifico di Juno presso il Southwest Research Institute di San Antonio. L’esperto ha sottolineato che questa straordinaria manovra ha consentito agli scienziati di raccogliere importanti dati scientifici.

Tuttavia, entro febbraio 2018 ovvero quando la missione giungerà a termine, tali dati saranno arricchiti da nuovi elementi provenienti da ulteriori 35 passaggi ravvicinati. Una serie di manovre che, per la prima volta nella storia, sottoporranno la navicella spaziale della NASA a un violento bombardamento di scariche e radiazioni gioviane. Difatti, Giove si configura come un pianeta ricco di idrogeno ad alta pressione e di campi magnetici: caratteristiche che costringeranno la sonda ad attraversare delle vere e proprie tempeste, composte da particelle subatomiche in grado di raggiungere la velocità della luce.

I successi di Juno frutto del made in Italy

A bordo della sonda viaggeranno due strumenti italiani: KaT (Ka-Band Translator), l’unica misura della radioscienza che sarà in grado di scrutare l’interno profondo di Giove; e JIRAM (Jupiter InfraRed Auroral Mapper), uno spettrometro ad alta risoluzione all’infrarosso, uno strumento molto innovativo“, aveva annunciato Enrico Flamini, Coordinatore Scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), proprio qualche mese fa.

Ricordiamo, a tal proposito, che JIRAM appartiene a una famiglia di tecnologie attualmente attive in altre missioni interstellari. Nello specifico, si tratta di una sofisticata strumentazione monitorata dall’esperto Alberto Adriani dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF di Roma. Tra i vari dispositivi connessi allo spettrometro vi sono VIRTIS su Rosetta e Venus Express; VIR a bordo di Dawn della NASA; e VIMS impiegato nella missione Cassini NASA-ESA-ASI, in orbita attorno a Saturno. Tutti gli strumenti sono stati sviluppati dal team di ricerca condotto dalla planetologa INAF Angioletta Coradini, scomparsa cinque anni fa.

Le spettacolari immagini di Giove

Vi proponiamo un assaggio delle spettacolari immagini di Giove, inviate dalla sonda spaziale Juno proprio nei giorni scorsi agli scienziati della NASA.