samsung
Samsung venderà smartphone di seconda mano

Samsung sta pensando di introdurre un programma di vendite di dispositivi di “seconda mano” a partire dal prossimo anno. La notizia trapela tra le righe della Reuters e, con tutta probabilità, l’azienda utilizzerà l’inventario dati forniti dai clienti che si iscrivono ad un aggiornamento dell’annuario commerciale sia in Corea del Sud che negli Stati Uniti.

La vendita di smartphone di seconda mano come dispositivi rigenerati non è una novità ed è un valido strumento per rimpinguare le casse societarie. Apple ha una vetrina completa di dispositivi rinnovati che, di solito, inizia offrendo hardware rigenerati pochi mesi dopo l’introduzione originale del prodotto.

I dispositivi rigenerati da un produttore spesso presentano nuovi componenti per risolvere eventuali problemi. Se Samsung dovesse effettivamente entrare nel business del “rimodellamento hi-tech”, potrebbe essere di sicuro appeal per device che, al momento, sono poco accessibili a livello di prezzi.

Secondo quanto si legge sulla Reuters, la fonte collegata direttamente alla notizia sarebbe proprio Samsung Electronics. E il motivo predominante per l’azienda coreana è quella di ricercare nuovi modi per mantenere dinamici gli utili dopo la “ristrutturazione” della sua linea di prodotti. Mentre il mercato globale degli smartphone si trova su un momento di stasi, Samsung vuole massimizzare l’efficienza dei costi e mantenere margini operativi superiori al 10%.

Leggi anche:  Samsung Bixby: in arrivo l'aggiornamento del suo assistente vocale

Samsung venderà solo smartphone di fascia alta

Tuttavia, Samsung non venderebbe tutti i propri telefoni a prezzi dimezzati: Il programma è quello di vendere solo i dispositivi di fascia alta restituiti dagli utenti che hanno firmato i contratti per gli aggiornamenti ogni 12 mesi e, per il momento e come anticipato, solo in mercati come gli Stati Uniti e la Corea del Sud. Questi dispositivi saranno venduti ad un prezzo inferiore rispetto al prezzo di listino, sebbene ancora non si parla di cifre effettive e nemmeno i Paesi che ne beneficeranno.

Per il momento, quindi, l’azienda coreana non si espone ufficialmente. Ma se questo programma dovesse andare in porto, l’arma a doppio taglio potrebbe andare a discapito dei nuovi device in uscita. Come si comporterà, allora?