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Rifiuti elettronici: cosa fare

Lo smartphone è uno dei prodotti elettronici che viene sostituito più frequentemente. I principali produttori, infatti, lanciano una nuova versione del proprio modello di punta almeno una volta l’anno, magari aggiungendo le migliori tecnologie e velocità di elaborazione. Ma si dovrebbero considerare anche alcuni contro.

Per Greenpeace, questo comportamento di continua ricerca e cambiamento sottolinea una enorme pressione sull’ambiente, con un aumento sulla produzione di rifiuti elettronici, poiché la maggior parte dei consumatori sostituiscono il device solo per averne uno migliore, con più funzioni o perché più aggiornato.

Secondo un sondaggio condotto dall’organizzazione, solo il 28 per cento delle persone lo cambierebbe per necessità. La ricerca, Il sondaggio, condotta in sei paesi, ha rilevato che il 97 per cento degli intervistati ritiene importante il modo in cui uno smartphone viene progettato, in particolare quanto la batteria è in grado di durare; mentre il 96 per cento ritiene determinante la prestazione del processore.
Responsabilità ambientale

Sempre secondo Greenpeace, in tutti i paesi presi in studio, i consumatori sono più propensi a dichiarare come siano proprio le case di produzione ad invogliare la propria clientela a cambiare smartphone. Sebbene, l’opinione discordante ritenga che le aziende stiamo oggi facendo in modo di dare la possibilità di riparare i device. “Lo smartphone mette enorme pressione sull’ambiente da tempo, spesso con pericolose sostanze chimiche. Producendo grosse difficoltà nello smaltimento dei grande rifiuti elettronici“, ha spiegato Lee Chih, global coordinator di IT di Greenpeace.

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Per misurare l’impatto dei rifiuti elettronici, la ricerca ha dimostrato che fino a 3 milioni di tonnellate di questi sono generati da prodotti tecnologici di piccole dimensioni, come ad esempio telefoni cellulari e personal computer. Questo rappresenta un enorme spreco di risorse e una fonte di contaminazione da sostanze chimiche pericolose di fabbricazione.
Se le aziende tecnologiche vogliono condurci verso il futuro, hanno bisogno di applicare strategie innovative per il pianeta. Ad esempio, ridurre la domanda di risorse naturali, non utilizzare sostanze chimiche pericolose, ridurre la produzione di rifiuti elettronici attraverso la creazione di apparecchiature riparabili e riciclabili e, infine, assumersi la responsabilità per la gestione finale dei rifiuti. “Crediamo che la vera innovazione significhi creare dispositivi progettati per durare, per essere riparati e riciclati. È il momento per i leader tecnologici di cominciare a ripensare il loro modo di sviluppare i nostri prodotti elettronici, in modo che siano più innovativi per il nostro pianeta come lo sono per la nostra vita“.
Molti intervistati hanno detto che è importante che i i dispositivi siano realizzati senza prodotti tossici.