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Google è stata multata dalla Russia per abuso di posizione dominante

Google è finita di nuovo nell’occhio del ciclone in Russia ed è stata sanzionata dalla Russia con un’ammenda di 6,75 milioni di dollari (circa 6 milioni di euro al cambio attuale). Una somma ridicola per il gigante californiano, ma preoccupante in vista delle decisioni su casi analoghi della Commissione Europea di Bruxelles.

Negli scorsi mesi Big G era già stata condannata in primo grado per abuso di posizione dominante sul mercato. Oggi, però, l’ammenda è divenuta ufficiale e il colosso sarà costretto a sanare il suo debito nei prossimi mesi. Per la FAS (l’autorità antitrust russa, garante della concorrenza e del mercato) Google avrebbe monopolizzato il settore, obbligando decine di case costruttrici di terminali Android a pre-installare alcuni specifici applicativi.

La denuncia, all’origine, era stata promossa da un concorrente locale: “Yandex“, poco conosciuto in Europa ma ampiamente diffuso in Russia. Durante il processo, inoltre, è stato dimostrato che l’OS del robottino verde equipaggia il 64,52% dei terminali in circolazione (smartphone e tablet), di cui il 63,74 % utilizza come motore di ricerca “Search” e solamente il 32,42% quello proposto da Yandex. Uno scarto eccessivo dovuto, secondo le autorità, alla pre-installazione forzata del primo applicativo sui terminali Android.

Google, arriva la sanzione definitiva

È stato necessario attendere fino a metà agosto, dunque, per poter conoscere la sanzione definitiva nei confronti dell’azienda di Mountain View. L’ammenda sarà pari a 6,75 milioni di dollari (circa 6 milioni di euro) e rappresenterà il 2,5% del fatturato annuale della società in Russia.

Una decisione che sicuramente non impensierirà il colosso, ma alla quale lo stesso non rinuncia a presentare ricorso, per via di ovvie ragioni di supremazia e prestigio. Questa condanna, infatti, crea un pericoloso precedente per l’OS mobile più diffuso al mondo, che potrebbe condizionare negativamente le decisioni della Commissione Europea riguardanti casi analoghi. Staremo a vedere come reagirà Google e quali saranno le sue contro-mosse per evitare il peggio. Stay tuned su tecnoandroid.it!

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