We-Vibe 4 Plus
Il bersaglio degli hacker è il vibratore We-Vibe 4 Plus.

Il bersaglio dei pirati dell’informatica è il vibratore We-Vibe 4 Plus. Due hacker indipendenti neozelandesi hanno dichiarato che i Sex Toys, prodotti da Standard Innovation Corporation, sono in grado di fornire informazioni di natura sessuale. Gli oggetti del piacere possono essere attivati a distanza e rivelare le abitudini sessuali degli utenti alla casa produttrice. L’annuncio è arrivato dal palco di “DefCon 24” di Las Vegas.

I Sex Toys diventano “giocattoli smart

Goldfisk e Follower sono due hacker indipendenti che, recentemente, hanno presentato una ricerca dal titolo pressoché esplicito: “Breaking the Internet of Vibrating Things“. Nel corso del loro intervento, i due informatici neozelandesi hanno illustrato la vulnerabilità che contraddistingue il vibratore We-Vibe 4 Plus, realizzato dalla compagnia canadese Standard Innovation Corporation.

A oggi, l’oggetto del piacere incriminato risulta essere stato acquistato da circa 2 milioni di persone. Lo strumento si avvale di una connettività Bluetooth per interagire con lo smartphone, grazie alla quale l’azienda può attivare a distanza una serie di app. Sfruttando, illecitamente, questa funzionalità del dispositivo, la casa produttrice può venire a conoscenza di diversi dati strettamente personali, nonché intimi.

Non si parla soltanto di informazioni relative al nome e cognome dell’utente e al numero di telefono. Ma anche dati riguardanti la temperatura raggiunta durante il “trastullamento“, le variazioni di vibrazione, l’intensità e la velocità con cui lo strumento viene maneggiato.

La posizione di Standard Innovation Corporation e i rischi

Standard Innovation Corporation ha dichiarato che le finalità di queste operazioni di “hackeraggio” siano indirizzate a “ricerche di mercato“. Tuttavia, non bisogna escludere l’ipotesi che le informazioni registrate dall’oggetto del piacere possano finire nelle mani di “terzi malintensionati“. Questi ultimi, manipolando il vibratore a distanza, potrebbero sviluppare nuove tecniche di aggressione sessuale.

Peggio ancora se si considera l’idea che tali informazioni possano essere utilizzate per danneggiare la persona e finalizzate all’estorsione. Scenari, ancora più apocalittici, suggeriscono che tali dati potrebbero essere impiegati contro i dissidenti politici.

Come andrà a finire questa storia? Sta di fatto che, almeno questa volta, l’utenza dell’industria del piacere ha ricevuto davvero un colpo basso, sotto la cintura.