Moon Express
Moon Express invierà il lander MX-1E sulla Luna per prelevare alcuni campioni della superficie lunare.

Grande svolta per la startup Moon Express, fondata dal magnate indiano Naveen Jain. Proprio in questa settimana, la Federal Aviation Administration statunitense ha approvato una missione che porterà il lander privato MX-1E sulla superficie lunare per prelevare alcuni campioni di terreno. L’obiettivo di questa spedizione, che sarà realizzata entro il 2017, è quello di poter sfruttare le risorse minerarie presenti sul nostro satellite.

Miniere lunari, lo sfruttamento delle risorse

Di “miniere lunari” ne abbiamo? Al momento ancora no, ma presto potremmo averle. Proprio lo scorso aprile, Moon Express aveva chiesto all’ente federale statunitense di rivedere alcune condizioni che avrebbero permesso alla società di poter inviare il proprio lander MX-1E sulla Luna. Si tratta una missione privata il cui fine appare tutt’altro che nobile.

Eppure, non si tratterebbe del primo “appalto spaziale” che vede protagonista la suddetta compagnia. Difatti, la società sarebbe attualmente in gara per l’ambizioso progetto di Google, il noto Lunar X Prize, in cui sono stati messi in palio circa 20 milioni di dollari per costruire un rover da portare sulla Luna. Oltre a essere la favorita, il caso vuole che la startup in questione abbia sede proprio a Mountain View, la patria di Big G, precisamente nell’Ames Research Park della Nasa. Tra i suoi fondatori troviamo il presidente Naveen Jain, il CEO Robert Richards e lo scienziato informatico Barney Pell. Insomma, tre imprenditori che hanno deciso di competere con i visionari Elon Musk e Jeff Bezos.

Alla ricerca di Elio-3 sulla superficie della Luna

Nel corso del 2017, Moon Express preleverà dei campioni di terreno per sfruttare le risorse minerarie del satellite naturale della Terra. Una vera e propria spedizione, oltre l’orbita terrestre, volta alla ricerca di “sostanze e pietre preziose“. Tra i componenti chimici più ricercati, troviamo l’Elio-3. Un isotopo assai raro sul nostro pianeta e ritenuto “pregiato” nell’attività di ricerca sulla fusione nucleare. Gli scienziati ritengono che l’Elio-3 sia un elemento molto diffuso sulla Luna e nei giganti gassosi presenti nel Sistema Solare. Pertanto, questo isotopo, composto da due protoni e un neutrone, si configura come uno degli obiettivi principali della missione.

Una legge statunitense consente lo “sfruttamento privato” delle “risorse spaziali

Tuttavia, appare singolare che l’autorizzazione della Federal Aviation Administration arrivi giusto un anno dopo dal “Commercial space launch competitiveness act“. Una legge, approvata dal Congresso USA, che consente la ricerca e lo sfruttamento delle risorse nello spazio da parte dei cittadini statunitensi. In cambio viene chiesta loro assoluta collaborazione e trasparenza nel fornire i dati ricavati dalla missione; l’impegno a non contaminare altri mondi alieni con forme di vita terrestri; e l’obbligo di non interferire con le missioni in corso.

Intanto, la NASA si prepara a compiere una nuova missione per raggiungere il pericoloso asteroide Bennu, che potrebbe colpire la Terra entro i prossimi 120 anni.