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Con Hype migliaia di pos saranno abilitati a ricevere i pagamenti digitali direttamente dallo smartphone

Grazie alla nuova app Hype si potrà pagare in ben 80 mila negozi italiani con il proprio smartphone. L’accordo è stato siglato tra l’app ideata da SellaLab – l’acceleratore fintech di Banca Sella – e Ingenico, il colosso francese leader nel settore dei pos. Niente soldi contanti, né carte di credito: dal bar al ristorante passando per librerie, farmacie, catene di abbigliamento o negozi di elettronica, basteranno pochi tap per effettuare un pagamento.

Tutto questo è stato reso possibile grazie all’accordo tra l’applicazione e la società parigina che produce i lettori di carte – 27 milioni in 170 Paesi del mondo – e prevede a partire dalla fine dell’estate l’abilitazione per decine di migliaia di pos a ricevere i pagamenti digitali direttamente dallo smartphone. Per effettuare il pagamento basterà lanciare Hype, selezionare il negozio tramite la geolocalizzazione e digitare sullo schermo l’importo alla voce “Paga in negozio”. Successivamente l’esercente verificherà il pagamento ed emetterà lo scontrino.

Hype, come detto, è un’applicazione che trasforma lo smartphone in una specie di conto ricaricabile digitale utile a trasferire il denaro fra privati o effettuare pagamenti online e fisici. Un volta attivato il servizio – che si completa con una foto del documento d’identità e un selfie – si riceve anche un Iban, oltre a una carta contactless collegata al conto che ha la particolare funzione di poter essere messa “in pausa”. Il denaro si scambia anche in stile WhatsApp, tramite telefono o email dei propri contatti.

Sono oltre 14 mila i negozi di abbigliamento coinvolti in questa operazione. Ottomila, invece, bar, fast-food e ristoranti, mentre alimentari e supermercati, librerie, centri di bellezza, agenzie di viaggi e hotel sono oltre 5mila.

Nell’elenco degli esercizi abilitati ai pagamenti tramite smartphone sono presenti anche studi professionali, tra cui 3mila dentisti e oculisti, un migliaio di taxi nelle principali città italiane. In termini di distribuzione geografica, invece, i punti vendita abilitati si trovano in maggioranza a Roma (8mila), Torino (6mila), Milano e Napoli (5mila), Firenze e Lecce (2.000).