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Emergency Location Service lavora già su oltre il 99 per cento dei dispositivi Android

Smartphone e social network sono diventati indispensabili in caso di richiesta di aiuto o di emergenza: Google, Facebook, Twitter e altri social offrono importanti aiuti in caso di attentati, calamità naturali, incidenti, permettendo a chi si trova in difficoltà ma anche a chi presta soccorso, di ritrovarsi in modo più semplice.

A tal proposito proprio Google ha lanciato un nuovo servizio per Android per chiedere soccorso più facilmente: si chiama Emergency Location Service e consente di determinare la posizione esatta quando si chiamano servizi di emergenza.

Con ELS il telefono Android determina la posizione esatta dell’utente in caso di emergenza

Quando si chiama un numero di emergenza, infatti, il telefono Android determina la posizione esatta dell’utente confrontando Wi-Fi, GPS e il segnale del telefono. Il servizio, come affermato dal manager Akshay Kannan, funziona “sia in luoghi chiusi che all’esterno”, ed è di gran lunga più affidabile rispetto alle tecnologie di emergenza convenzionali perché riesce a coprire un raggio di azione di “diversi chilometri”. Le coordinate vengono poi trasmesse ai servizi di emergenza direttamente, o tramite la rete mobile, e la posizione è gestita da Google.

Emergency Location Service lavora già su oltre il 99 per cento dei dispositivi Android esistenti grazie al suo metodo di distribuzione attraverso Google Play. Il colosso di Mountain View ha affermato, inoltre, che nessun dato sarà raccolto, ma essi saranno solamente trasmessi ai servizi di soccorso.

Servizio per ora attivo in Uk ed Estonia

Secondo una ricerca condotta da BigG, solamente negli Stati Uniti se il tempo di arrivo sul posto degli operatori del 911 venisse diminuito di un minuto, potrebbero essere salvate oltre 10 mila vite umane. Per il momento ELS è attivo solamente nel Regno Unito e in Estonia, dove Google collabora con un determinato numero di operatori telefonici anche se si spera che il servizio prenda piede a breve anche in altri Paesi, tra cui l’Italia.